Gli asset di intervento proposti dagli industriali

Le tre strade utili per lo svuiluppo dell'economia proposte da Univa

Imprese:

 Sostenere l’aggiustamento della struttura produttiva attraverso:

– la crescita dimensionale: la dimensione generalmente piccola dell’industra italiana può infatti rappresentare, nell’era della globalizazione dei mercati, un handicap;

– una tassazione e una contribuzione previdenziale coerente con i livelli di pressione fiscale e contributiva sulle imprese vigenti nei Paesi concorrenti;

– la tutela del Made in Italy e facilitazioni alla tutela della propietà intellettuale attraverso i brevetti, nazionali e internazionali;

– l’accompagnamento delle imprese nello sforzo di internazionalizzazione, che deve essere guardata come strategia per rimanere sui mercati e, dunque, come condizione per la salvaguardia della stessa occupazione in Italia;

– sviluppo del capitale per l’innovazione, ossia miglioramento dell’istruzione e della formazone delle risorse umane, nonché della ricerca e dei rapporti tra centri di ricerca, università e sistema delle imprese.

 

Ambiente economico:

Preservare e migliorare le condizioni che caratterizzano un ambiente economico favorevole al migliore dispiegamento delle attività d’impresa, attraverso:

– la copertura del gap infrastrutturale che penalizza attualmente la provincia di Varese, la regione Lombardia e l’intero Nord Italia, sul fronte dei trsporti in senso lato, fonte di gravi diseconomie esterne per la competitività delle merci;

– lo sviluppo delle infrastrutture destinate alla Logistica, intesa come servizio al manifatturiero ma, anche, come autonoma fonte di business per una provincia di confine come quella di Varese;

– il potenziamento delle infrastrutture per la produzione di energia, altro fattore strategico per la stessa sopravvivenza del sistema produttivo italiano;

una tutela dell’ambiente giustamente da considerare come una risorsa, senza tuttavia bloccare lo sviluppo

– aumentare il grado di concorrenza nelle utiliy e liberalizzare i settori regolamentati;

– dare nuova linfa alle privatizzazioni per permettere l’ingresso ai privati nei settori in cui la mano pubblica ha ancora un’influenza preponderante ed aumentare così la concorrenza.

Istituzioni:

– rendere i meccanismi di governo più efficienti, a tutti i livelli; nazionale, regionale, locale;

– operare in una logica di coordinanemto e di sinergia tra i vari livelli di governo: nazionale, regionale, locale, per assicurare efficacia agli interventi programmati;

– attuare un federalismo fiscale inteso come strumento di competitività: i territori dovranno utilizzzare la maggiore disponibilità di risorse come leva per lo sviluppo, compiendo investimenti ed attuando politiche che siano moltiplicatori della crescita. Un federalismo fiscale equo, fondato su un meccanismo di perequazione, che tuttavia introduca nel sistema una logica di premio dei comportamenti vituosi dei territori che abbiano dimostrato maggiore capacità di governo delle proprie finanze.  

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Pubblicato il 03 Luglio 2006
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