Il cittadino: “Speroni si scusi formalmente”
Un nostro lettore commenta "a freddo" le affermazioni dell'europarlamentare e presidente del consiglio comunale
Egr. Sig. Speroni,
Le scrivo in qualità di cittadino italiano, lombardo e bustocco.
Dopo giorni di riflessione e dopo aver visto quanto è successo
nell’ultima seduta del consiglio comunale non me la sento più di
tacere.
Le sue parole di commento all’esito del referendum costituzionale sono
state ignobili ed offensive: non mi ritengo una persona schifosa o
"cacasotto" per usare le Sue espressioni. Mi ritengo una persona capace
di intendere e volere, in grado di decidere (ed anche di sbagliare) con
la propria testa senza bisogno di essere per questo giudicato ed
insultato da chi ha idee diverse.
Mi aspettavo in occasione del consiglio comunale una sua rettifica.
Invece noto a malincuore che Lei afferma semplicemente di aver diritto
ad esprimere le proprie opinioni. No, non accetto una dichiarazione del
genere dopo quanto ha dichiarato nei giorni scorsi. Esprimere le
proprie idee non significa insultare chi la pensa diversamente.
Ho volutamente atteso fino ad oggi, in quanto la reazione a caldo mi
avrebbe messo sul Suo stesso piano: avrei dovuto risponderLe "sono
d’accordo con Lei, infatti gli italiani, i bustocchi per la precisione,
hanno fatto sì che Lei sieda nuovamente in consiglio comunale!". Ma
dato che ritengo di essere una persona civile volevo evitare tali
bassezze.
Ora però, coerentemente con Le sue dichiarazioni ed i suoi pensieri,
sono a chiederLe ufficialmente di scusarsi con tutti i cittadini di
Busto e con tutti gli italiani oppure di lasciare con effetto immediato
tutte le cariche che questi "schifosi e cacasotto" Le hanno permesso di
ricoprire con il proprio democratico voto. Abbia quindi il coraggio di
lasciare tutti i privilegi di cui gode e rimborsare così simbolicamente
chi, come il sottoscritto, è tra coloro che nel corso degli anni s’è
allontanato sempre più da chi come Lei si proclamava (ahimé, a quanto
pare solo a parole) diverso dalla vecchia classe politica. Ma sono
certo che questo mio appello cadrà nel vuoto, visto che Lei si è chiuso
nella sua arroganza e presunzione ed ha anche richiesto l’intervento
della forza pubblica (a proposito, lo sa che anche loro fanno parte
dello Stato Italiano che Lei tanto detesta?) per far allontanare
dall’aula consiliare chi la contestava.
Resto in attesa di ricevere le Sue formali scuse, in mancanza valuterò se procedere per vie legali in difesa della mia persona.
Cordiali saluti
Dott. Andrea Vigezzi, cittadino ed elettore
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