Montali: prima il Mondiale poi la Juventus

Intervista con il c.t. della Nazionale ieri a Varese che entrerà nella dirigenza bianconera. «Vorrei portare nel calcio i valori del mio sport»

Un pomeriggio diverso dal solito per il palasport di Masnago: accantonati per una volta i canestri, sul parquet sono scesi i marziani della Nazionale di pallavolo. Papi, Mastrangelo, Fei e tutti gli altri componenti di una squadra che ha fatto la storia recente dello sport italiano si sono allenati martedì pomeriggio per quasi tre ore davanti a un pubblico giovane con una fortissima componente femminile. A comandare i campioni d’Europa coach Gian Paolo Montali (foto), che a tre anni di distanza dall’ultimo passaggio sotto il cielo di Varese ha concesso un’intervista al nostro giornale.

Coach Montali, siete in partenza per la prima tappa di World League che giocherete in Cina. Gli obiettivi della Nazionale per questa competizione e per i prossimi mondiali di novembre.
«Affrontiamo questa World League con l’intento di arrivare in finale. Raggiungere un risultato del genere sarebbe la miglior preparazione in vista dei Mondiali del Giappone. Sotto il profilo del gioco invece la prima fase di World League deve servirci per migliorare la qualità del nostro volley, partita dopo partita».

Non è la prima volta che lei sceglie Varese per allenare la squadra. Una decisione che deriva solo dalla vicinanza con Malpensa o ci sono altri motivi?
«La comodità di avere Malpensa qui vicino è senza dubbio importante. Però a questa si aggiungono altre condizioni vantaggiose: dal servizio offerto dall’Hotel Palace alla disponibilità delle palestre per i pesi. La volta scorsa andammo al Campus, in questa occasione ci ha ospitati il Club Conti. E poi il Palazzetto è un ambiente ideale per allenarsi, anche se (ride) anche stavolta i canestri sono rimasti al loro posto intralciandoci un po’. Infine ringrazio il signor Caccia (dirigente della Fipav provinciale ndr) che ogni volta ci coccola come un angelo custode».

In provincia però esiste una sola eccellenza, la DiMeglio Busto femminile, mentre il movimento maschile fatica a trovare spazio. Cosa ne pensa?
«È una situazione comune a gran parte d’Italia. La Nazionale maschile è il modello più importante per il volley, ma spesso mancano società forti che lo possano supportare. Il movimento femminile, e il pubblico di oggi ne è una riprova, spesso risulta molto più in salute. Agli appassionati di Varese e provincia auguro che arrivi un mecenate che crede nel nostro sport al punto di investire per formare una squadra competitiva. E poi li invito a sfruttare occasioni come questa per vedere da vicino i nostri giocatori più importanti».

Nel corso degli allenamenti fate ricorso a una mappatura completa con il computer di quanto avviene in campo. Non è una scelta esasperata?
«No: a questo livello è necessario fare lo scout di tutto l’allenamento e integrarlo con le riprese video della seduta. Ricontrollando quello che è accaduto, contando e verificando gli errori è possibile migliorare. Solo in questo modo sappiamo se ci siamo allenati in modo proficuo».

Nell’intervista che ci rilasciò nel 2003 lei si diceva felice di far parte del mondo di uno sport importante ma "minore" rispetto al calcio, perché qui sussiste ancora lo "spirito sportivo". Ora che è stato chiamato al capezzale della Juventus sotto quale luce vede il suo nuovo incarico?
«Anzitutto sono orgoglioso che una società come la Juve abbia scelto me come membro del Cda. Io ritengo che sia il riconoscimento del fatto che il mio sport esprime davvero quei valori di cui le parlavo allora e questo è il motivo della mia chiamata. Per ora non so ancora di preciso quali saranno i miei compiti: c’è tempo per imparare».

Prima di lei, Julio Velasco fece un’esperienza simile all’Inter ma la cosa non andò bene. Questo non la spaventa?
«No: io e Velasco siamo due persone completamente diverse per cui non penso che si possano paragonare le nostre esperienze. La cosa non mi preoccupa affatto».

Tutti gli eventi

di marzo  a Materia

Via Confalonieri, 5 - Castronno

Redazione VareseNews
redazione@varesenews.it

Noi della redazione di VareseNews crediamo che una buona informazione contribuisca a migliorare la vita di tutti. Ogni giorno lavoriamo cercando di stimolare curiosità e spirito critico.

Pubblicato il 12 Luglio 2006
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Vuoi leggere VareseNews senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.