Raffaele Cattaneo entra nella Giunta di Formigoni
Il nuovo Assessore alle Infrastrutture e Mobilità della Regione Lombardia concede la prima intervista a VareseNews
Con le imprese fin qui della Nazionale, il calcio entra dirompente nella vita di tutti e, nella speranza dei gol di Luca Toni a Berlino, Varese ne mette a segno uno di prestigio in Regione. Dopo anni di impegno e collaborazione Roberto Formigoni, nel suo rimpasto sceglie Raffaele Cattaneo per guidare l’assessorato alle Infrastrutture e Mobilità.
C’è un’espressione di Vujadin Boskov ormai celebre che le abbiamo sentito riproporre più volte nelle settimane scorse in attesa del “rimpasto” di giunta: “Rigore c’è quando arbitro fischia”, come a dire: “Assessore c’è quando Presidente firma decreto”. Beh ci siamo, Formigoni ha firmato e lei è Assessore. In questo momento prevale la felicità per la fiducia accordatale dopo anni di duro lavoro fatto dietro le quinte o il timore per la responsabilità che viene chiesta; insomma è più la contentezza di tirare il rigore o ha più paura di sbagliarlo?
«Innanzitutto prevale la riconoscenza per la fiducia accordatami dal Presidente Formigoni. In questo decennio passato a servizio della Regione Lombardia, prima come manager e poi come politico, mi sono messo a disposizione con tutta la mia passione e le mie capacità per perseguire il progetto politico portato avanti da Roberto Formigoni. Progetto politico in cui credo fortemente e che vede su tutto il primato della persona e la capacità della società di rispondere in modo adeguato ai propri bisogni; la vera funzione della macchina pubblica è creare le condizioni perché questo avvenga. Il lavoro di questi anni è stato tradurre in azione di governo questa concezione. Sono quindi profondamente onorato di poter partecipare in un ruolo ancora più incisivo a questa esperienza. Paura di sbagliare?. Tutti per definizione possiamo commettere degli sbagli, ma penso che la premessa per “sparare la palla in tribuna” per rimanere alla metafora calcistica, sia proprio avere paura. Se devo trovare un aggettivo per descrivere il mio stato d’animo direi piuttosto “timorato”, perché profondamente cosciente dell’importanza delle tematiche di cui dovrò occuparmi in prima persona: le infrastrutture, grandi e meno grandi, della nostra regione e la mobilità dei lombardi che hanno una grande necessità di vedere migliorato il proprio diritto a spostarsi e a trasportare persone e mezzi in minor tempo e con minor costo! Anche perché queste sono condizioni fondamentali per lo sviluppo non solo della nostra regione, ma di tutto il Paese. Su di esse ho intenzione di concentrare la mia azione. Sono comunque tematiche che ho avuto modo di seguire a fondo in questi anni per il Presidente, quindi non sono affatto digiuno…anzi si potrebbe dire che sono più di dieci anni che “studio”. Potrò essere inadeguato, ma certamente non sono impreparato».
Quali sono le priorità? E quali sono le risorse finanziarie necessarie?
«Dobbiamo muoverci pensando alle opere che rappresentano delle condizioni fondamentali per garantire lo sviluppo; tra queste sicuramente le infrastrutture viarie: Pedemontana in testa, poi Brebemi e Tangenziale Esterna di Milano, e quelle ferroviarie con l’ Alta Velocità su tutte. Gli sforzi si concentreranno per consolidare la convergerza istituzionale tra Enti locali, quindi Comune di Milano e Provincia di Milano, parti sociali e Regione Lombardia per la realizzazione delle tre arterie viarie vitali per la nostra Regione. Queste sono opere che interessano direttamente anche il nostro territorio, basti pensare alla tengenziale di Varese. Contemporaneamente dobbiamo dare seguito e concretezza all’azione di pressing intrapresa nei confronti del governo da parte delle regioni del nord per la realizzazione dell’Alta Velocità ferroviaria. Accanto a questi grandi temi vi sono una miriade di interventi più locali che non sono meno importanti, perché sono quelli che ci permetteranno di rimanere “agganciati” alle grandi direttrici del futuro prossimo. Su questo versante è già in corso un approfondendo della situazione per non correre il rischio di finire nelle cosidette, “zone grigie” e rimanere all’ombra dell’Alptransit o dello stesso Corridoio 5, senza usufruirne i vantaggi. Per essere concreti: io penso che l’Arcisate-Stabio sia una di quelle opere necessarie per garantire questo raccordo. Per rimanere sul tema ferrovie io penso anche che il progetto dell’unificazione delle due stazioni di Varese sia, in prospettiva, uno degli interventi più qualificanti per la città.
Per fare le infrastrutture servono molte risorse. Su questo però farei un discorso più articolato. Secondo me la domanda vera è: viene prima l’idea o il denaro per realizzare una grande opera? Una nota banca d’affari internazionale ha un motto secondo me molto efficace: “il mondo è pieno di soldi che aspettano una buona idea”. Io credo che, fatte salve le differenze di campo, questo refrene sia valido anche per la politica. Sono convinto che la politica non si faccia innanzitutto con i soldi, ma con le buone idee. Tento di spiegarmi. In questo momento la vecchia concezione che le opere si fanno con i soldi pubblici è sempre meno vera. Tutto si gioca in un vero e proprio cambio culturale. Bisogna essere in grado di mettere in moto le risorse finanziarie del mercato, del privato, e questo non è affatto impossibile. Il compito è più impegnativo, è richiesta più iniziativa, più professionalità, più spessore manageriale e sicuramente anche politico, ma non mi sembra che abbiamo molte alternative.
Da anni in Regione Lombardia abbiamo intrapreso questa strada e i risultati si vedono. Questo è quello che dice la mia esperienza. La nuova Fiera di Milano è stata fatta senza alcun contributo pubblico, eppure è una realtà che ha visto la luce in meno di 3 anni. Tutto lo sviluppo di Malpensa è autofinanziato dalla SEA. Questi grandi progetti privati sono a tutti gli effetti pubblici, nel senso che sono per tutti, pur non avendo ricevuto contributi dallo stato. Questa è la strada giusta e dobbiamo insistere nel batterla, anche per Varese».
Oggi il politico Raffaele Cattaneo vive sicuramente di più Varese di quando faceva il manager pubblico e alla comunità dedica un impegno amministrativo mirato, che con la nomina ad Assessore certamente avrà modo di essere ancor più importante. Se la sua valutazione sulla città è mutata, ci può dire come e in quale misura?
«Vivo a Varese ormai da un paio di anni e prima per quindici ho vissuto a Induno Olona, quindi in realtà non ho mai lasciato questi luoghi. Oggi la mia valutazione sulla città non è mutata, ed è sicuramente positiva. Certo Varese non è immune al rischio che a volte i capoluoghi della “profonda” provincia italiana corrono: rimanere un po’ involuti, un po’ ripiegati su di sé; ma la città e i varesini hanno dimostrato di saper correre questo rischio senza perdere di vista prospettive di ampio respiro e di valore globale. Le potenzialità sono veramente molte ed in campi differenti, come testimonia l’eccellenza di alcuni dei suoi cittadini più illustri (dai Castiglioni ai Borghi, dai Monti agli Ambrosetti), ma altrettanto incapace di capitalizzare adeguatamente queste risorse, tant’è che molti dei cervelli migliori sono stati costretti ad esprimere le loro capacità altrove, abbandonando così Varese. Vorrei anche dire però che sono molto fiducioso rispetto alla nuova amministrazione cittadina. Attilio Fontana è certamente una persona di primo piano che ho avuto modo di conoscere in questi anni in Regione Lombardia e prima ancora durante le comuni esperienze amministrative nel comune di Induno Olona. Possiede la personalità, l’esperienza e la capacità per ben rappresentare la città e guidarla con slancio. E’ affiancato da una buona squadra e sono sicuro che saranno in grado di fare un buon lavoro per la città. Le occasioni certo non mancano, pensiamo solo ai Mondiali di Ciclismo. Sono persuaso che questi possano rappresentare una svolta, anche dal punto di vista delle infrastrutture e della mobilità, sempre che venga confermata da parte di tutti la disponibilità a voler aggregare gli sforzi».
Liberamente politica è un laboratorio di idee aperto a un fronte che va dai Diessini ad Alleanza Nazionale passando per la Lega. Come mai questa iniziativa? Solo per stimolare un dibattito o prove generali di rimescolamento dei poli?
«Io credo che questo tentativo sarà importante e utile innanzitutto se sarà un luogo di dibattito reale e, come dire, pre-politico. Non si tratta di un movimento politico né tanto meno vuole essere una corrente. Quindi figuriamoci se può avere mire di riposizionamento delle forze politiche. Oggi più che mai abbiamo bisogno di un confronto fatto sulle idee, sulle scelte di ampio respiro che spesso vanno al di là degli schieramenti. In questo momento, dove il bipolarismo “di trincea”, tende ad esasperare la dialettica politica, abbiamo bisogno di luoghi dove mantenere vivo il rapporto con la società senza appiattirci su posizioni preconcette. Mi sembra importante in questo frangente storico avere un luogo dove si possa discutere di contenuti prima ancora che di contenitori. Mi sembra che gli incontri pubblici che l’associazione ha recentemente organizzato con i candidati sindaco delle città di Varese e Busto A., lo stesso incontro di Somma Lombardo su Malpensa, o la serata con a tema la riforma costituzionale con la partecipazione di Giorgetti e Adamoli siano stati segnali importanti dove innanzitutto i contenuti hanno fatto la parte del leone. Liberamente Politica ha festeggiato il primo anno di vita lo scorso maggio e devo dire che sono molto soddisfatto di come l’Associazione si sta radicando sul territorio e di come si sia inserita nel panorama culturale».
Grazie per aver scelto VareseNews per questa sua prima “uscita” da Assessore.
«Grazie a voi per l’ospitalità e per l’ottimo lavoro che svolgete a servizio del nostro territorio. Il vostro è uno strumento innovativo che utilizza al meglio le nuove tecnologie. Siete una realtà che è cresciuta molto e che oggi, a pieno titolo, svolge un ruolo di primo piano nel panorama informativo della nostra provincia e non solo. Complimenti ancora e buon lavoro!»
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