Anche il Circolo aderisce allo screening del carcinoma colorettale

Al Circolo il progetto è operativo dal 12 settembre, mentre per gli ospedali di Luino e Cittiglio l’attivazione è prevista per fine ottobre

Tra le strutture sanitarie che hanno aderito al progetto di screening del carcinoma colorettale promosso dall’ASL secondo quanto stabilito dalle Linee Guida della Regione Lombardia non poteva mancare l’Azienda Ospedaliera “Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi” di Varese.
L’iniziativa mira a coinvolgere i Medici di Famiglia e le Unità di Endoscopia Digestiva delle Aziende Pubbliche o Private accreditate della provincia di Varese con l’obiettivo di monitorare a scopo preventivo i pazienti a “rischio generico” di sviluppare un carcinoma del colon o del retto. I destinatari dello screening sono soggetti che hanno più di cinquant’anni e che non hanno fattori di rischio per questa patologia (storia familiare o personale di cancro o di adenoma del colon, forme familiari di poliposi, malattie infiammatorie croniche intestinali) e si definiscono quindi “a rischio generico” o “medio”. L’Asl provvederà ad inviare loro per posta la proposta di adesione al progetto sottoponendosi ad un semplice test per la ricerca del sangue occulto fecale, da consegnare poi nel distretto Asl più vicino.
Lo screening prevede che, nel caso il test desse risultati positivi, venga effettuata una colonscopia con rimozione endoscopica di polipi eventualmente presenti.
Bisogna tenere presente che il cancro del colon retto è una delle neoplasie più frequenti per incidenza e mortalità nei Paesi Industrializzati: in Italia vengono diagnosticati circa 28.000 nuovi casi l’anno e muoiono circa 18.000 persone per questa neoplasia.
I casi diagnosticati sulla base di sintomi lamentati sono in genere di età superiore ai 55 anni. Esiste un’evidenza indiretta che la maggior parte dei tumori si sviluppano da polipi adenomatosi e che occorrono numerosi anni, probabilmente più di 10, perché un polipo di dimensioni inferiori al centimetro si trasformi in un cancro invasivo.
Sottoporsi allo screening permette quindi di evidenziare precocemente il cancro o di prevenire la sua insorgenza.
Per l’Azienda Ospedaliera varesina l’adesione al progetto di screening del cancro colorettale comporterà un aumento di almeno 1200 esami l’anno distribuiti tra gli ospedali di Varese, Cittiglio e Luino.
Al Circolo il progetto di screening è operativo dal 12 settembre, mentre per gli ospedali di Luino e Cittiglio l’attivazione è prevista per fine ottobre.
La responsabilità del progetto per l’Azienda Ospedaliera varesina è affidata all’U.O. di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva dell’Ospedale di Circolo, diretta dal dott. Sergio Segato, che raccomanda: “Sottoporsi a questo screening è molto importante perché permette di ridurre l’incidenza attesa di cancro in percentuali variabili dal 76 al 90 %. Non si tratta quindi di una prevenzione assoluta ma di vantaggi molto rilevanti che compensano il disagio della preparazione intestinale (che va effettuata molto scrupolosamente, pena l’inefficacia dell’esame) ed i minimi rischi legati all’esecuzione della procedura”.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 14 settembre 2006
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