La scuola parte bene, ma rischia.. di finire male

Finanziaria, maturità, precari e rapporto Ocse: il guidizio sullo stato di salute dell'istruzione da parte di alcuni presidi della provincia

Tira aria di sciopero nella scuola. L’annuncio, poi smentito, di ulteriori tagli previsti dalla Finanziaria non ha fatto che aggravare una situazione di malcontento generalizzato, legato anche alla mancata regolarizzazione dei precari.
Eppure la scuola avrebbe bisogno di un "guizzo di ingegno", dopo la sonora bocciatura dell’ultimo rapporto dell’Ocse: la scuola italiana è troppo costosa e i risultati scarsi.

Ma su questo ultimo deludente dato, i presidi varesini si ribellano: «È risaputo ormai che i dati dell’Ocse riguardano l’intero paese, mentre la Lombardia ha una realtà completamente diversa – commenta Carlo Famoso, alla guida dell’Itis Facchinetti di Castellanza – i nostri livelli sono uguali a quelli dei paesi scandinavi, ai primi posti della graduatoria».

«L’organizzazione scolastica è decisamente buona – fa eco il preside dell’Itpa Casula di Varese, Rosario Oieni – abbiamo, per esempio, spazi adeguati che permettono attività di laboratorio che altre regioni non possono permettersi. E tutti comprendono il vantaggio di poter mettere in pratica ciò che si studia».
Ma se la Lombardia può chiamarsi fuori da questa bocciatura, rimane un punto dolente: « La cosa più desolante – sottolinea Benedetto Di Rienzo, a capo dell’Itc Tosi di Busto ( nella foto) – è che anche davanti a questi risultati non si scatena il dibattito. La notizia esce nascosta su qualche giornale e il discorso finisce lì. Si sta discutendo del futuro della scuola, del futuro dei ragazzi e si sottovalutano questi indicatori. Succede solo in Italia. Il buco nero del nostro sistema è nella scuola media, con l’impiego di troppe risorse rispetto ai risultati. La scuola potrebbe migliorare se si lasciasse maggior autonomia agli istituti, se si autorizzasse "l‘organico funzionale" con tot professori per tot classi. È da un decennio che siamo sospesi tra la vecchia scuola che non vuole morire e la nuova che non riesce a decollare. Occorrerebbe dare un nuovo sogno alla scuola».
Per i dirigenti scolastici gestire la scuola è oramai diventata l’arte della sopravvivenza: «Siamo ormai abituati ad essere penalizzati – spiega il preside Paolo Baretti dell’artistico Frattini di Varese – Noi siamo diventati abbastanza bravi a trovare sponsorizzazioni esterne per le nostre attività, ma i contenuti del Pof vengono penalizzati». «Anche se in questi mesi abbiamo visto arrivare qualche soldo – afferma Di Rienzo – negli ultimi tre anni abbiamo visto ridurre del 40% le risorse e a farne le spese sono soprattutto le attività collaterali, quelle, per capirci, che permettono di fare una scuola di qualità. Fino ad oggi siamo sopravvissuti ma non sopporteremo ulteriori penalizzazioni».
Il primo gesto concreto deciso dal Ministro Fioroni ha riguardato l‘esame di maturità: «È stata una decisione molto importante – sostiene il preside Oieni – l’arrivo di docenti esterni offre l’opportunità di confrontare diverse offerte formative. Oltre ad essere un banco di prova adeguato per i ragazzi, è uno stimolo importante anche per il corpo docente». «L’innovazione più importante riguarda l’ammissione – precisa Carlo Famoso del Facchinetti – I ragazzi devono meritarsi l’esame finale». «È una formula adeguata – ricorda Di Rienzo dell’Itc Tosi – ma è la punta di un iceberg. Prima c’è tutto un sistema che va ripensato. Il sistema dei debiti sta abituando i ragazzi a non "pagare" mai i propri limiti. Probabilmente il ministro ha pensato di partire dall’elemento della valutazione, quello più evidente, ma è tutto il sistema formativo che andrebbe ripensato».
Un quadro abbastanza desolante che vogliamo chiudere con una nota positiva: l‘anno scolastico è iniziato bene, con tutte le cattedre coperte, o quasi. Al Frattini sono rimaste scoperte le ore di chimica perchè non si trovano docenti laureati.
Ma questo è un altro discorso.

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Pubblicato il 27 Settembre 2006
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