Pupe e secchioni, reality “nuovo” ma il trash è dietro l’angolo

Prosegue il reality di Italia 1 realizzato nella villa di Travedono Monate, Sgarbi abbandona lo studio mentre emergono le prime prove di “Cultura generale” e “Gossip” con risultati deprimenti

Unire la cultura e la bellezza, l’alienazione e la mondanità, l’intrattenimento e il panorama sociale. Il reality La pupa e il secchione, in onda in questi giorni su Italia 1, i cui 14 partecipanti vivono in una villa di Travedona Monate, ha ambizioni alte e questo è sicuramente un pregio. Se le ambizioni avessero anche un seguito nella messa in scena, sarebbe stata la perfezione. Italia 1, il canale giovane di Mediaset, punta sulla sperimentazione e gli ascolti (quasi il 18 per cento di share con un pubblico decisamente giovane) premiano il primo comedy show della tv, come spesso lo definisce lo stesso conduttore Enrico Papi.
 

Dopo una settimana dall’inizio della trasmissione, si può tracciare un primo bilancio del programma che effettivamente esce dai soliti schemi del reality in cui i concorrenti sono gente comune. Mentre il Grande Fratello (la prima edizione condotta da una intrigante Daria Bignardi) aveva la morbosa curiosità dell’idea di base (10 persone comuni rinchiusi in una casa ed isolati dal mondo), La pupa e il secchione ha la forza di contrapporre due mondi nettamente diversi: da una parte donne che hanno puntato tutta la loro vista sull’aspetto fisico, il gossip, la frivolezza; dall’altro coloro che hanno sempre e solo sviluppato la parte intellettuale di sé e che mai avrebbero pensato di poter dormire (come effettivamente accade nella casa) con una “bellona”.
Il risultato è sicuramente premiato dagli ascolti di un pubblico giovane, e dalla conduzione di una sempre sorridente e pimpante Federica Panicucci e un irriverente Enrico Papi. Quello che banalizza l’esperimento è soprattutto la rappresentazione del programma, lo show, la finzione che vi è stata costruita intorno: mentre i ragazzi si mettono in gioco e prendono la competizione molto sul divertimento, alla scoperta di una realtà (i riflettori) a loro sconosciuta, le ragazze ci giocano, ammiccano alla telecamera, la usano come trampolino di lancio. E fanno bene, è sempre stato il loro obiettivo. In fondo in palio ci sono 200 mila eruo per la coppia che meglio si completerà.

Ogni giovedì, infatti, i ragazzi devono affrontare delle prove: le ragazze devono dimostrare di diventare piano piano (molto piano) più colte, mentre i ragazzi devono scoprirsi, diventare dei conoscitori della mondanità. Nel primo i risultati sono deprimenti non tanto per le risposte date, ma per il panorama delle bellone che lascia alquanto a desiderare: l’Abruzzo non esiste, Gandhi è un terrorista, Napoleone non si sa chi sia, mai sentito, e via dicendo. I ragazzi, i cervelloni, devono dimostrare di curare di più il proprio aspetto e studiare le materie come “Gossip”. Equiparando così, nella prova finale che prevede l’esclusione di una coppia, due materie come “Cultura Generale” e “Gossip”, come se fossero entrambe materie di studio. Risultato: un’accozzaglia di domande come “Cosa sono i caschi blu?” E “chi è la fidanzata di Briatore?”. I cervelloni così imparano in fretta la base della mondanità, ma i caschi blu rimangono un esercito di uno stato non meglio definito.

Altra novità e una nota di colore. A giudicare le coppie non è il televoto, ma una giuria di “esperti” tra cui Platinette e Alessandra Mussolini, guidati, fino a giovedì sera, da Vittorio Sgarbi. Il critico d’arte ha però abbandonato lo studio sbattendo per terra il computer e pronunciando la seguente frase: «Vengo pagato e non capisco per fare cosa, non ci vado neanche di mio in un cesso del genere». E poco dopo altra frase clou, pronunciata da Rosy, una ragazza che stava per essere eliminata durante la competizione finale che prevedeva le domande di Gossip e Cultura generale, a cui è stato chiesto cosa fosse la UE: «Adesso mi sento tutto il peso della cultura sulle spalle».

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Pubblicato il 15 Settembre 2006
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