Ripartire da Gramsci per contrastare le nuove destre
Nasce a Busto il centro culturale Antonio Gramsci, presieduto da Cosimo Cerardi. Si denuncia l'avanzata della destra radicale in Lombardia: "Il neofascismo passa anche da Varese"
La sinistra radicale bustese vuole ricostituirsi e ripartire dal pensiero di Antonio Gramsci. È quanto annunciato lunedì sera a Villa Tovaglieri, in un incontro pubblico sul tema delle nuove destre, dall’esponente dei Comunisti Italiani Cosimo Cerardi, che ha annunciato la nascita di un centro culturale Gramsci di cui sarà presidente. Il pensiero dell’intellettuale comunista sardo (qui due biografie in italiano e inglese), perseguitato a morte dal regime fascista ed oggi rivalutato persino in America, appare a Cerardi un punto di partenza su cui ricostruire l’unità di una sinistra radicale troppo a lungo divisa da personalismi, rilanciando le idealità e la cultura della sinistra. Compito, riconosce Cerardi, certo non facile, e che richiede di capire a fondo i perché e percome della società attuale, profondamente mutata rispetto a quella anche solo di trent’anni fa.
In tema di nuove destre, a Busto non è stato dimenticato l’incendio della sede Anpi, avvenuto la notte fra l’8 e il 9 settembre 2004 ad opera di balordi mai identificati e rimasti impuniti. Il presidente Anpi, avvocato Luigi Ceriotti, ha denunciato il “substrato di movimenti e gruppuscoli di estrema destra” che già prima di quell’atto aveva lanciato provocazioni e tappezzato i muri della città di scritte e simboli inequivocabili, persino sul Tempio Civico (che ricorda i caduti della guerra e della lotta di liberazione, ndr). Anche la presenza dei nazionalsocialisti alle elezioni è per Ceriotti un sintomo allarmante. “Mentre la sinistra come sempre litiga e si divide, la destra è sempre in agguato, pronta riprendersi il potere” avverte Ceriotti: ma c’è da chiedersi quando mai l’abbia perso, il potere.
Saverio Ferrari, esponente di Rifondazione Comunista a capo dell’osservatorio regionale lombardo sulle nuove destre, ha esaminato in lungo e in largo il tema dell’avanzata delle destre in Lombardia. e in Italia, frutto anche di dinamiche politiche uniche in Europa. “In Francia Chirac è rivale acerrimo di Le Pen; in Spagna Aznar snobbava la Falange. Da noi Berlusconi ha cercato attivamente l’alleanza dell’estrema destra, per fortuna riuscendo a dividerla e frazionarla. Non sui contenuti si discuteva, ma sulle poltrone: perché sui contenuti erano subito d’accordo. No alla Turchi in Europa, guerra alle importazioni cinesi, inasprimento della Bossi-Fini, abolizione delle leggi Scelba e Mancino chiedeva Alternativa Sociale: e subito gli hanno detto di sì”. Oltre a Forza Italia, la destra italiana è fondata su An e Lega. An non è il vecchio Msi, avverte Ferrari, ma ne conserva alcuni punti salienti: presidenzialismo, repressione come risposta ad ogni problema sociale, nazionalismo e revisionismo storico. L’alleanza elettorale con l’estrema destra non sembra aver imbarazzato An quanto la “svolta” di Fini a Yad Vashem, quando definì il fascismo “male assoluto”, continua Ferrari. Ma anche nella Lega ci sono personaggi dal passato di neofascisti: “C’è gente che andava in Grecia dai colonnelli a prendere lezioni di infiltrazione e provocazione” denuncia Ferrari facendo nomi e cognomi; ed è solo un esempio.
Quanto alla Lombardia, essa si trova a metà del guado, nel mezzo di una profonda trasformazione sociale causata dall’immigrazione. Questa causa reazioni, e di fatto oggi un quarto dell’elettorato lombardo è su posizioni di destra radicale, osserva Ferrari La sola Alternativa Sociale ha avuto in Lombardia risultati da tre a quattro volte superiori che nel resto d’Italia (fino al 3,5% a Brescia). Con un clima politico del genere, bande e gruppuscoli si sentono autorizzati ad agire: e i fenomeni violenti sono in crescita costante, denuncia Ferrari, facendo esempi concreti e accusando le forze dell’ordine, a suo dire disattente quando non complici. A Bergamo si devastano centri sociali, a Pavia si nega (in dieci!) il centro città alle manifestazioni di sinistra per anni, cavandosela con pene ridicole; questo denuncia Ferrari. “E nella stessa polizia assistiamo ad un’involuzione culturale, con atteggiamenti fascistoidi e una preoccupante proliferazione di sigle sindacali, speso dichiaratamente di destra”.
“Il neofascismo lombardo passa anche da Varese” afferma Ferrari senza tema di smentite. Esso prende spesso le mosse dalle curve degli stadi di calcio o basket. E Varese è un epicentro di questo caldo clima di scontro: basti pensare al caso Meggiorin, o al presidio di fatto del centro città da parte di alcuni gruppi. In più vi sono sinistri legami fra gruppi di estrema destra ed il più nero passato degli anni della “Strategia della tensione”. A Varese, due messi prima della strage di piazza della Loggia a Brescia (1974), fu tentata una strage al mercato con una bomba: ci rimise la pelle il fiorista che casualmente spostò il vaso dove era stata collocata, ricorda Ferrari. “I dirigenti di queste nuove destre, in realtà, sono gli stessi di allora. Tutta gente che all’epoca militava nel Msi e dirigeva organizzazioni illegali”. Organizzazioni che, non è stato detto ma va aggiunto, operavano di concerto con apparati dello Stato e della Nato in una strategia precisa mirata in un primo momento al caos (da attribuire alla sinistra tramite operazioni “sotto falsa bandiera” e capri espiatori, come il povero Pinelli o Pietro Valpreda) e all’instaurazione della dittatura militare, e in seguito all’infiltrazione e allo screditamento delle sinistre radicali. Anche le simbologie delle destre di oggi risalgono a un passato inquietante: su tutte, la croce celtica è stata scelta perché simbolo di quei francesi che combatterono con le armate hitleriane nelle Waffen SS – e furono tra gli ultimi difensori di Berlino. Il simbolo fu poi ripreso dall’OAS e in seguito da tutti i movimenti di estrema destra europei con buona pace delle vantate “radici storiche” cristiane del simbolo stesso. “Occidente (non Europa: Occidente, ndr), famiglia, radici cristiane oggi ossessionano le destre. Le carte si rimescolano a destra e a sinistra, oggi: e attenzione che i punti di approdo non siano peggiori di quelli di partenza” conclude Ferrari.
Gianmarco Martignoni, in rappresentanza della segreteria provinciale CGIL, ha citato due testi: Franco Giannantoni, “Varese dal manganello alle bombe”, e Laforgia-Mancino, “Intolleranze”. Con parole durissime, citando episodi colti da quest’ultima opera, Martignoni ha sentenziato. “Siamo il paese più a destra d’Europa, il blocco sociale di sinistra non c’è più”. Per Martignoni il disastro sarebbe cominciato con il 1989, a suo dire “anno tutt’altro che mirabile”(ma c’è da credere che all’Est la pensino diversamente, ndr). La sconfitta storica del sedicente “socialismo reale” avrebbe minato, qui in Italia, le fondamenta dell’antifascismo. “Siamo seduti su un vulcano di estremismo di destra che avrà per protagonisti i lavoratori delle piccole e medie imprese” denuncia Martignoni con le parole di uno storico come Sapelli, osservando la crescente difficoltà di fare sindacato in un contesto sempre più frammentato, polarizzato a destra, e reso indecifrabile dall’afflusso degli immigrati. “Dobbiamo ritrovare un modo di incontrarci con i lavoratori, o li lasceremo all’onnipresente influenza mediatica e politica della destra”.
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
GianPix su Il varesino Marco Iemmi ha vinto il Premio Internazionale "Il Poeta dell'Anno"
Rocco Cordi su "Grazie Giorgio per quel nostro pezzo di strada percorso insieme"
Bustocco-71 su Lavori in autostrada A8 a Gallarate, per otto mesi carreggiata per Milano ridotta a due corsie
Simone su Lavori in autostrada A8 a Gallarate, per otto mesi carreggiata per Milano ridotta a due corsie
Stefania Radman su Apre il cantiere stradale in via Carcano a Varese che rivoluzionerà la viabilità di Biumo
GrandeFratello su Apre il cantiere stradale in via Carcano a Varese che rivoluzionerà la viabilità di Biumo






Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.