Addio Malabrocca: la maglia nera è uscita dal gruppo
A 86 anni è scomparso il ciclista che più di tutti ha incarnato il simbolo dell'ultimo in classifica
Il suo vessillo – la maglia nera – è sparito da tanti anni dal mondo del Giro d’Italia a favore di intergiri e classifiche varie. Il suo ricordo invece è più che mai vivo tra gli appassionati e lo sarà anche ora che lui non c’è più: Luigi Malabrocca è morto ieri – domenica 1 ottobre – alla bella età di 86 anni, abbandonando per sempre il gruppo del quale è sempre stato "buon ultimo".
Già, perché mentre là davanti i Coppi, i Bartali, i Magni si davano battaglia per indossare la maglia rosa, Malabrocca (nella foto, da internet) viveva nelle retrovie con un solo pensiero fisso in testa: perdere più tempo possibile, farsi staccare e conquistare il simbolo del primato all’incontrario, senza (e qui sta il capolavoro) andare fuori tempo massimo. La maglia nera appunto. E dire che – a dispetto di un cognome non proprio gentile – tanto scarso sui pedali, non era: nato a Tortona aveva conquistato 15 vittorie tra i professionisti (anche una Coppa Agostoni), due campionati italiani di ciclocross e 138 successi in tutta la carriera. Ma il Giro era un’altra cosa, e visto che vincerlo era impossibile, Malabrocca decise di perderlo nel modo più roboante. Inventandosi una serie di stratagemmi (dai pranzi in trattoria al nascondersi nei pozzi per irrigare i campi) che lo portavano a precipitare in fondo alla classifica fin dalle prime tappe, non prima però di aver conquistato qualche traguardo volante per "fare cassa".
Luisin Malabrocca, detto "cinese" per via degli occhi a mandorla compì le sue imprese nel ’46 (finì a oltre 4 ore da Bartali) e nel ’47 (a quasi 6 ore da Coppi). Nel ’49 il duello con Sante Carollo: Malabrocca si prese un distacco abissale nell’ultima tappa senza però aver fatto i conti con i cronometristi. Al suo arrivo a Milano gli uomini con il contasecondi se n’erano già andati, assegnando la maglia nera a Carollo.
A questa pagina epica di un ciclismo che non c’è più, Benito Mazzi ha dedicato un gustoso libro: "Coppi, Bartali, Carollo e Malabrocca". E il personaggio principale è proprio il cinese di Tortona, che una volta correva all’incontrario e da ieri pedala in cielo.
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
anselmo piazza su Lavori in Viale Belforte, Via Marzorati e Via dei Campigli: a Varese senso unico alternato dal 24 al 30 agosto
Bustocco-71 su Cede la rampa della tangenziale, deviazioni tra Malnate e Varese
GianPix su Il varesino Marco Iemmi ha vinto il Premio Internazionale "Il Poeta dell'Anno"
Rocco Cordi su "Grazie Giorgio per quel nostro pezzo di strada percorso insieme"
Bustocco-71 su Lavori in autostrada A8 a Gallarate, per otto mesi carreggiata per Milano ridotta a due corsie
Simone su Lavori in autostrada A8 a Gallarate, per otto mesi carreggiata per Milano ridotta a due corsie






Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.