Cantello radioattiva, ma solo per esercitazione
Grande spiegamento di forze per l'esercitazione congiunta Cantello 2006, per valutare la reazione ad un attacco radiologico
Un furgone esplode improvvisamente, coinvolgendo nel disastro un pullman carico di studenti ed un’auto di passaggio che esce di strada. Dopo il panico iniziale, da una ditta vicina vegono allertati i Carabinieri, che a loro volta chiamano il 118. Quando poi ci si rende conto che il furgone trasportava iodio-131, materiale radioattivo comunemente impiegato in medicina nucleare, e fortemente nocivo per la tiroide in grandi concentrazioni, scatta l’allarme radiologico. Un’ampia zona (cento metri controvento, duecento sopravvento) viene isolata ermeticamente dalle forze dell’ordine, mentre tecnici in tuta NBCR provvedono a misurare la radioattività, bonificare il sito, decontaminare i feriti.
Questo lo scenario, drammatico ma per fortuna soltanto virtuale, dell’esercitazione Cantello 2006, tenutasi questa mattina con grande spiegamento di forze e qualche disagio per il traffico presso la rotona di Cantello, accanto alla strada del Gaggiolo. Ben 201 in totale fra agenti, militari e volontari di vari corpi hanno conteribuito al buone sito dell’esercitazione: a tutti – dalla polizia locale ai carabinieri, dalla Guardia di Finanza alla polizia provinciale, dall’Asl all’Arpa, dal 118 ai Vigili del Fuoco – è andato il ringraziamento del prefetto Aragno durante la conferenza stampa conclusiva in Municipio, alla presenza del sindaco Dario Sinapi, dell’assessore provinciale Christian Campiotti e di rappresentanti di forze dell’ordine.
L’esercitazione formalmente era in chiave antiterrorismo, ma avrebbe potuto benissimo trattarsi di un incidente: il vero scopo era quello di testare la reazione coordinata ad un rischio radiologico per la popolazione, scenario sinora poco approfondito – mentre già il ministero degli interni ha svolto simili esercitazioni per gli scenari di inquinamenti o attacchi di carattere nucleare, chimo o batteriologico. I risultati dell’esercitazione saranno valutati nel pomeriggio durante un debriefing alla presenza di tutti gli organismi interessati, che hanno cooeprato anche grazie alla sala operativa della Preftura in cuie ra riunito il comitato provinciale di Difesa Civile. Non è mancato un contatto con le autorità cantonali ticinesi, avvisate dell’esercitazione , e che hanno ricevuto le comunicazioni previste in questi casi; come spiega il prefetto Aragno, dal 1995 è infatti in vigore una collaborazione coordinata in materia di polizia e dogane fra Italia e Svizzera, che investe tutta l’area frontaliera.
«Ovviamente ci auguriamo che simili emergenze non si debbano verificare mai» conclude il prefetto; ma è bene essere pronti ad ogni evenienza, di qualsiasi natura.
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