Emilio Bevilacqua torna ai mondiali. Per chiudere in bellezza

L'atleta cairatese gareggerà in Giappone in ben due categorie, un traguardo ambizioso per una carriera da vincente

Vincere i mondiali di karate, in due specialità, con avversari di tutto rispetto e nella patria di questo sport, il Giappone. Praticamente la vittoria assoluta, un traguardo che solo atleti come il cairatese Emilio Bevilacqua possono permettersi, come apice della propria carriera. E proprio questa, infatti, è la sfida alla quale si sta preparando lo sportivo, che sbarcherà a Tokyo per i mondiali dal 15 al 22 dicembre. Chi lo conosce non riesce a non immaginarlo vincente. Bevilacqua è il vincitore per antonomasia: da piccolo si sentiva un eroe, da grande ha vinto già quattro campionati del mondo, sette campionati europei e 26 medaglie d’oro.

Con una carriera così, tutto sembra poco, ma lui stesso ci fa capire l’importanza di questa nuova sfida.

Cosa rappresenta per lei questo quinto mondiale?
«Se arrivo nella condizione migliore credo di poter riuscire a vincere» confessa Bevilacqua «Sarebbe un bel traguardo con il quale chiudere».

Vuoi dire che, se vincerà, ha intenzione di chiudere con il karate?
«Penso di sì, credo di aver avuto una bella carriera, tanti risultati, e mi piacerebbe chiudere con il quinto mondiale, da vincitore. E questa volta è ancora più difficile, perché non mi presento in una categoria sola, come ho sempre fatto, ma sia nel Kata (esibizione tecnica) sia nel Kumite (combattimento). Se vinco penso di chiudere con il risultato più bello della mia vita, se non vinco proseguo per almeno altri due anni, con gli europei del 2007. Poi mi hanno offerto anche delle candidature olimpiche, che sto valutando. In ogni caso ho già dato tanto».

Insomma, vuole finire in bellezza.
«Almeno spero di non fare la fine di Zidane (ride). E poi vincere questi mondiali, in Giappone, è un po’ come vincere il campionato di calcio in Brasile».

Si sente competitivo per queste gare?
«Per quanto riguarda la parte tecnica, salvo sorprese, penso di riconfermarmi, anche se c’è un nuovo talento giapponese che dicono essere bravo, Akira Hiji. Sul combattimento le cose sembrano più complicate: gli americani hanno mandato grandi atleti, inoltre dovrò vedermela per la prima volta con Brandon Larry. Si tratta di un grande avversario, un uomo di colore con un fisico imponente. Ma io agli europei di Londra nel 2005 ho battuto Carl Gerard, un atleta che da quel che ho visto nei filmati ha dato del filo da torcere a Larry».

Come sono le sue condizioni fisiche?
«Al momento non propriamente ottimali, ho un grave problema al polso sinistro che sto curando, ma per dicembre dovrei essere sicuro e in forma».

Come influisce questo problema sull’allenamento quotidiano?
«Attualmente, proprio per questo, lavoro molto sullo scarico muscolare, con tecniche di stretching. In ogni caso sto preparando la figura della sfida tecnica, credo sia molto bella, forse più bella di molte mie figure precedenti. L’unico timore sta nel fatto che il mio cavallo di battaglia, la tecnica dei due cieli, sarà portato anche dall’avversario giapponese. E poi, quando si parla del giudizio tecnico, dovrò tenere in considerazione che ci saranno giudici giapponesi, per un mondiale che il Giappone attende da molti anni. Se lo scarto sarà troppo basso, la soggettività del giudizio potrebbe mettermi in svantaggio».

Ma sappiamo che Bevilacqua è uno sportivo che ama vincere alla grande, per questo saremo tutti con lui, sperando nell’epilogo “eroico” che merita.

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Pubblicato il 11 Ottobre 2006
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