Forza Italia, An e Lega contro la Finanziaria
Mozione presentata in consiglio comunale "a difesa dei servizi comunali e dei cittadini"
An, Lega Nord e Forza Italia hanno promosso una mozione contro la manovra contenuta nella legge finanziaria 2007 "a difesa dei servizi comunali e dei cittadini": «È una manovra, quella del governo Prodi, che taglia drasticamente i trasferimenti – commenta Angelo Palumbo, coordinatore cittadino di Forza Italia -, che è assente di proposte sul federalismo fiscale, che è scarsa di risorse per gli investimenti, ma che cerca di obbligare i sindaci ad alzare le imposte locali e ad introdurne di nuove».
Riportiamo il testo di seguito il testo della mozione:
Premesso che la manovra finanziaria 2007, approvata dal Consiglio dei Ministri ed attualmente in discussione in Parlamento, taglia irresponsabilmente i contributi alle finanze comunali senza alcuna concertazione con le Associazioni degli Enti, introducendo rilevanti modifiche all’organizzazione di alcuni enti sovracomunali ed operando modifiche unilaterali al Testo Unico degli Enti Locali cristallizzando così in modo unilaterale l’autonomia organizzativa e gestionale delle Regioni e delle Autonomie Locali, sancita dalla Carta Costituzionale e ribadita in ogni occasione dalla Corte Costituzionale;
La riduzione dei trasferimenti erariali ed i pesantissimi vincoli alla spesa corrente (servizi diretti ai cittadini) ed alla spesa per gli investimenti (manutenzioni ed opere pubbliche) hanno ridotto in modo rilevante ed in termini reali la capacità di spesa delle Autonomie Locali cagionando la progressiva diminuzione dell’economia del Paese amministrato e vanificando i molteplici sforzi fatti da tutte le Autonomie per sostenere le realtà locali;
Viene sistematicamente violato il disposto dell’art. 119 della Carta Costituzionale che riconosce a tutti gli Enti Locali un’autonoma ed effettiva capacità di entrata e di spesa e soprattutto l’organizzazione autonoma delle proprie politiche di sviluppo, introducendo controlli contabili e gestionali sempre più “burocratici” da parte del Governo centrale che intende in modo dirigistico e centralizzato “regolare” ogni aspetto della vita amministrativa degli Enti Locali;
dato atto che le disposizioni in materia di trasferimenti erariali procedono ad una progressiva e devastante riduzione delle somme erogate dal Governo centrale alle Regioni ed al sistema delle Autonomie locali; Le disposizioni di carattere fiscale concernenti gli Enti Territoriali (inserite al Capo V della proposta di Legge Finanziaria 2007) relative all’aumento dell’addizionale comunale IRPEF, all’introduzione della cd. tassa di scopo (addizionale all’ICI), la reintroduzione della vecchia tassa di soggiorno (contributo comunale di ingresso e soggiorno) non costituiscono assolutamente l’espressione della volontà governativa di “allargare” il ventaglio della base imponibile sulla quale operare la tassazione locale per consentire agli Amministratori degli Enti Locali di attuare scelte impositive consapevoli della propria realtà territoriale, onde evitare sperequazioni e vessazioni delle proprie collettività, ma è una “imposizione” governativa a cui gli Enti dovranno sottomettersi in tutte le realtà locali, se vorranno mantenere lo “standard” dei servizi comunali a livello attuale a fronte dei pesantissimi tagli ai trasferimenti che subiranno Regioni ed Enti Locali;
Le disposizioni circa una nuova compartecipazione IRPEF pari al 2% del gettito dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (a decorrere dal 2008), non saranno l’inizio di una nuova politica fiscale differenziata tra le realtà territoriali conforme al principio di sussidiarietà, ma si ridurrà, come di consueto, nel sistema di ripartire i fondi pubblici in un modo desueto, non conforme alle nuove dinamiche territoriali e soprattutto assolutamente in contrasto con i principi costituzionali che se da una parte prevedono che una quota delle risorse locali debba essere ripartita in modo perequativo per superare le disuguaglianze socio-territoriali, dall’altra esprima in modo concreto il principio che i cittadini di un territorio contribuiscano con le proprie tasse a finanziare i “propri” Enti Locali;
Le disposizioni in materia di personale degli Enti Locali proseguono operando in maniera ragionieristica nella perversa logica di obbligare le Autonomie ad una progressiva diminuzione della spesa in modo totalmente svincolato dall’analisi concreta del fabbisogno delle popolazioni, dall’oggettiva analisi dei servizi erogati sul territorio, dal rapporto popolazione/numero occupati comunali e soprattutto continuando ad assimilare in modo assurdo una grande realtà metropolitana ed un piccolo comune di montagna;
Le norme sul patto di stabilità interno per gli Enti Locali, anche se modificate nella logica dei “saldi”, sono talmente stringenti ed ossessivi da obbligare tutti gli Enti Locali, per essere definiti “virtuosi”, a “congelare” (nella migliore delle ipotesi) ovvero, più realisticamente, sia a ridurre gli interventi di parte corrente sui servizi erogati alle comunità, sia la spesa per investimenti, poiché la Finanziaria consente esclusivamente un generico ed indifferenziato incremento di spesa del 2,6% della propria capacità di indebitamento (uguale per tutti gli Enti Locali in Italia) prescindendo totalmente da una analisi della effettiva capacità dell’Ente Locale, dai bisogni del territorio o dalla situazione socio economica della realtà amministrata;
Le disposizioni in materia di organizzazione istituzionale degli Enti Locali ed in particolare delle Comunità montane sono fortemente lesive dell’autonomia costituzionale garantita alle Regioni ed ai Comuni e modificano norme inserite nel Testo Unico degli Enti Locali senza la necessaria e dovuta concertazione con tutte le Associazioni rappresentative degli Enti Locali;
Considerato che tutte la suddette penalizzazioni nei confronti degli Enti Locali, in un quadro di crescente domanda sociale e di aumento delle funzioni ad essi attribuite, incideranno pesantemente sulla vita e sui diritti inalienabili dei cittadini per i quali, gli stessi Enti, destinano la gran parte delle risorse ed ai quali assicurano la parte maggiore del “welfare” complessivo del Paese;
Ritenuto che le suddette misure appaiono ingiustificabili ed inaccettabili in quanto, come dimostrano ampiamente tutte le relazioni della Corte dei Conti dell’ultimo quinquennio (riferite ai bilanci degli Enti Locali ed in particolare proprio dei Comuni) hanno grandemente contribuito al risanamento della finanza pubblica, dimostrando così un profondo senso delle Istituzioni e una grande sensibilità e capacità di autogestione;
Visto che l’andamento del livello di spesa delle Autonomie Locali è costantemente sottoposto a controllo da parte del Ministero dell’Economia e Finanze e rispetta ampiamente i pesanti vincoli di contenimento annualmente prefissati sia per la parte corrente che per le spese legate al personale, a differenza delle Amministrazioni centrali dello Stato il cui trend finanziario è la causa principale del disavanzo e della crescita della spesa pubblica;
Preso atto del perdurare dell’atteggiamento vessatorio del Governo nei confronti del sistema delle Autonomie Locali a cui di fatto impone scelte non condivise, senza alcuna seria interlocuzione, ignorando totalmente tutte le sollecitazioni che provengono dalle diverse realtà territoriali;
Rilevato l’estremo contrasto tra la legge finanziaria 2007 ed i tanto declamati principi di “autonomia finanziaria e di entrata e di spesa” e di “sussidiarietà” verticale sanciti dalla vigente Carta Costituzionale in capo alle Regioni ed alle Autonomie Locali;
Fortemente preoccupato che le numerose tasse ed i vincoli di spesa si ripercuoteranno inevitabilmente sulla collettività amministrata e sul benessere sociale, in special modo delle popolazioni meno abbienti, già duramente provate dalla rilevante riduzione del potere d’acquisto delle retribuzioni e delle pensioni, procurando i maggiori effetti negativi su settori fondamentali della vita locale quali scuole materne, istruzione primaria e secondaria, trasporto pubblico locale, pulizia delle città, illuminazione pubblica, servizi sociali e sanitari;
Che tali misure, soffocando o bloccando, la possibilità di autonoma gestione delle realtà locali costringeranno le regioni e le Autonomie Locali ad attuare politiche vessatorie nei confronti dei cittadini o ad operare drastiche e sciagurate politiche di “tagli ai servizi” in settori di vitale importanza per le comunità locali, riducendo drasticamente la capacità di autonoma decisione degli amministratori ed il fondamentale ruolo di governo del territorio delle Istituzioni democratiche territoriali del nostro Paese;
Invita il Governo e il Parlamento a modificare radicalmente il progetto di Legge Finanziaria 2007 in special modo in tutte le parti che incidono sul sistema delle Regioni e delle Autonomie Locali, riavviando immediatamente la concertazione ed il confronto con tutte le istituzioni interessate mediante la convocazione della Conferenza Unificata;
a rielaborare la manovra finanziaria 2007 modificando tutte le norme che incidono sulla capacità organizzativa degli Enti Locali, lesive della autonomia costituzionalmente garantita dalla carta fondamentale e le norme che, per generici “fini del contenimento delle spesa pubblica”, riducono fortemente la autonoma capacità gestionale degli Enti Locali, pur in presenza di una sana conduzione degli stessi;
a rielaborare il patto di stabilità interno in modo che, operando una seria analisi delle diverse realtà, in modo soggettivo e non semplicisticamente uniforme su tutto il territorio nazionale, consenta alle realtà “sane” del nostro Paese di poter disporre autonomamente delle proprie risorse umane e finanziarie;
Dispone l’invio della presente mozione al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Presidente della Camera dei Deputati, al Presidente del Senato del Repubblica, ai Presidenti delle Associazioni delle Autonomie Locali, ai Capigruppo Parlamentari.
Per Forza Italia Angelo Palumbo, per la Lega Nord Antonio Diani, per A.N. Mirko Frascino
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