I dieci moschettieri di Ruben Magnano

Pregi e difetti dei giocatori vecchi e nuovi della Whirlpool Varese

Qualcuno lo conosciamo bene, da anni. Qualcun altro lo abbiamo visto solo con maglie diverse dalla nostra, osservandolo con curiosità e magari maledicendolo per i canestri infilati alla difesa varesina.
La Whirlpool si prepara al campionato affidandosi a un gruppo di atleti sotto la guida di Ruben Magnano. Conosciamo meglio i loro pregi e i loro difetti.

5 – Aleksandar Capin (play; 1,82; 1982; Slovenia; da Viola Reggio C.)
Rapido, dotato di buon tiro e faccia tosta. Prende il posto di Farabello. Promessa slovena ha esperienza internazionale e un buon rapporto qualità/prezzo.
Talvolta tende a strafare; fatica a gestire i ritmi bassi.Più portato a giocare da guardia che da play.

6 – Gregor Hafnar (guardia-ala; 1,96; 1977; Slovenia; confermato)
Difesa, grinta, capacità di giocare in più ruoli ne fanno un’arma tattica importante. Molto amato dall’ambiente.
Se gli saltano i nervi sono guai, per sé e per la squadra. Anche perché senza di lui si perdono alcuni equilibri.

7 – Rolando Howell (pivot; 2,06; 1982; Usa; confermato)
Grande atletismo, ampi margini di miglioramento. Bravo a difendere anche sui piccoli.
Viene da un brutto precampionato, pecca in concentrazione. Un po’ leggero, ha basse percentuali dalla lunetta.

8 – Delonte Holland (ala; 1,98; 1982; Usa; da Navigo.it Teramo)
Da antologia la varietà delle sue soluzioni d’attacco. Sarà la prima punta di Varese.
La difesa lontano dalla palla e la sua capacità di concentrarsi possono, anzi devono migliorare.

9 – Alessandro De Pol (cap.) (ala; 2,04; 1972; Italia; confermato)
Lottatore, ultimo ad arrendersi, collante fondamentale dello spogliatoio. Cuore biancorosso, esperienza da vendere.
L’esplosività non è più quella del ’99, la continuità neppure. Ma Sandrino non si discute.

10 – Giacomo Galanda (ala-pivot; 2,10; 1975; Italia; da AJ Milano)
Classe, mano vellutata nel tiro da fuori, grinta, esperienza internazionale. L’acquisto dell’anno.
Dopo la stagione a Milano molti lo danno in declino: sta a lui smentire le voci. Serve la sua presenza anche in area.

12 – William Keys (play; 1,88; 1977; Usa; da Cai Saragozza)
Preso per far girare la squadra, è un ragionatore che non disdegna le responsabilità nei momenti caldi.
Non ha la classe dei migliori pari ruolo, non è ermetico in difesa. L’accoppiata con Capin è il principale dubbio sulla Whirlpool di quest’anno.

14 – Keith Carter (guardia; 1,94; 1976; Usa; da Upea C.d’Orlando)
Tiratore letale che non disdegna di puntare il canestro. Ottimo atleta, ha l’occasione per dare la svolta alla carriera.
Apparso qualche volta isolato dall’azione d’attacco, fatica a costruirsi il tiro da solo.

15 – Gabriel Fernandez (ala-pivot; 2,04; 1976; Argentina; confermato)
Il termine per definirlo è "gladiatore". Duro a centro area, ma con mani morbide quando tira da fuori. Pretoriano di Magnano.
Gli arbitri non sono i suoi migliori amici: deve fare attenzione a non innervosirsi e quindi andare fuori giri. Manca di esplosività.

20 – Francesco Gergati (play; 1,88, 1987; Italia; da Ribera)
Scommessa targata Varese, ama far girare i compagni di squadra. Può seguire le orme del predecessore Bolzonella.
Troppo acerbo per entrare subito nella mischia. Tenga duro, in futuro potrebbe trovare spazio.

Oltre a questi giocatori, Ruben Magnano può contare anche sull’apporto dei giovani italiani Salvatore Genovese (n° 16; guardia ala; 1,98; 1987) e Riccardo Antonelli (n° 18: ala; 2,03; 1988), entrambe confermati. Al momento tra i tesserati c’è anche lo svizzero di origine serba Dusan Mladjan (guardia; 2,00; 1986) che sarà prestato per fare esperienza.

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Pubblicato il 06 Ottobre 2006
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