La Cobra finanzia la ricerca universitaria. In Ticino

L'azienda varesina che sta per essere quotata in borsa ha stretto un accordo con l'equipe di ricerca della Supsi. "In Italia l'atteggiamento è troppo accademico"

Il 7% del fatturato destinato alla ricerca e allo sviluppo. Un’attenzione alla ricerca applicata che li ha portati a stringere rapporti con alcune realtà accademiche del territorio. La Cobra Automotive Technologies, azienda europea specializzata nella progettazione di soluzioni e servizi di sicurezza per la gestione dei rischi connessi ai veicoli, ha comunicato di aver iniziato una collaborazione con il Dipartimento delle Tecnologie Innovative DTI della Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana (SUPSI).
Il DTI ha maturato una lunga esperienza di collaborazione con le imprese che puntano sull’innovazione di prodotto e di processo come uno dei principali fattori di competitività.

L’azienda, che sta per essere quotata in borsa, ha deciso di affidare all’equipe di ricerca ticinese lo sviluppo di un primo progetto di ricerca applicata, che coinvolgerà l’area scientifica specializzata in telecomunicazioni, telematica e alta frequenza (TTHF) del DTI, e avrà come obiettivo lo studio di soluzioni focalizzate su un circuito stampato, componente che garantirà alti livelli di efficienza ai prodotti Cobra. Il componente migliorerà la competitività dell’offerta di servizi sul mercato assicurativo e dei gestori di flotte aziendali. Il secondo progetto, assegnato al Laboratorio di Microelettronica e Informatica Tecnica (LMIT) del DTI, consiste in un technology assesment e benchmarking dei nuovi moduli GPS con lo scopo di individuare le tecnologie e componenti GPS più promettenti per lo sviluppo dei futuri prodotti di Cobra.

La scelta di Cobra di varcare i confini per cercare partner universitari è legata alla scarsità di risorse sul territorio: «Nella nostra esperienza abbiamo spesso incontrato ambienti eccessivamente accademici – spiega Gabriele De Maria , direttore del settore Ricerca e Sviluppo di Cobra – Ciò che noi cerchiamo, invece, è un lavoro molto più applicativo, dove il risultato sia immediatamente industrializzabile. In questo territorio riusciamo difficilmente a trovare professionalità spendibili nel nostro organico. Non chiediamo competenze stratosferiche ma raramente veniamo in contatto con buoni progettisti o laureati che rispondano ai nostri canoni».

Al di là delle difficoltà oggettive, per Cobra la sinergia con la ricerca universitaria è fondamentale, tant’è che destina, come dicevamo, il 7% del fatturato che, lo scorso anno, ha raggiunto i 78 milioni di euro. «Quando noi cerchiamo un partner universitario, però, ci assicuriamo che questo garantisca determinati standard qualitativi. Nel caso della Supsi, inoltre, ha giocato un ruolo determinante la vicinanza».

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Pubblicato il 11 Ottobre 2006
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