La pupa e il secchione: «Spero di rivederli» «Felice che sia finito»
Si è concluso il reality più seguito dell'anno, ma Travedona parla ancora delle coppie di Villa La Motta
Qualcuno scuote la teste, qualcun altro aguzza le orecchie. Se si parla di “La pupa e il secchione” Travedona si risveglia. Forse non tutti sanno che a vincere sono stati Rosy e Sala, qualcuno non ha nemmeno visto una puntata del reality di Italia Uno, eppure ognuno ha la sua curiosità da raccontare.
Come Romina della pasticceria del centro e suo marito Gigi. Ormai si era abituato a partire tutte le mattina con il suo camioncino alla volta di Villa La Motta con un carico di brioches appena sfornate per i protagonisti e lo staff della trasmissione. «Avevo una scusa in più per guardare il programma – racconta Gigi -, i miei dolci. Ho conosciuto gli operatori, abbiamo iniziato a collaborare, loro venivano qui ogni giorno e mi facevano preparare torte e pasticcini per chi lavorava alla villa. È stata una bella esperienza, mi ha anche portato molto lavoro, spero di rivederli il prossimo anno».
Non manca chi ammette di essersi lasciato contagiare dalle simpatiche vicende della trasmissione. Silvia della birreria Black and Blond non ha perso nemmeno una puntata. «Ho iniziato a seguirlo per curiosità, mi sono affezionata ai personaggi e sono contenta che siano stati premiati Rosy e Sala. Non ho votato ma ho avuto spesso la tentazione di farlo». In paese il reality ha colpito, non solo perchè era girato a due passi dal centro:«L’idea era simpatica, divertente – ha aggiunto Silvia e un ragazzo al bancone approva -. La coppia che ha vinto era quella più spontanea. Sala non è mai stato arrogante con Rosi, ha voluto conoscerla, capirla. Poi la coppia Papi, Panicucci era speciale. Peccato che non li abbiamo visti da queste parti. In birreria più che altro si vedevano i tecnici che spesso dopo cena passavano di qui a bere qualche cosa. È venuto anche lo staff di Lucignolo per lo speciale sul reality». Pochi invece i fans e i curiosi. «Non lo ammetterebbero mai – scherza la barista – ma sono sicura che qualche ragazzo di Travedona si sia appostato spesso fuori dalla villa per incontrare qualcuno».
Villa la Motta, per tutta la durata della trasmissione, è rimasta blindatissima. Avvicinarsi era praticamente impossibile. «Abito proprio lì vicino – racconta Natalina della panetteria di via Moro -, tutte le sere quando rientravo la casa era illuminata, c’era musica, molte persone attorno, nient’altro. Il programma proprio non mi interessava». Stesso commento dalla sua commessa Emanuela che di "pupe" e di "secchioni" non ne vuole più sentir parlare: «Non l’ho mai visto, non fa per me e in fondo sono proprio contenta che sia finito».
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