Vietare ed educare per impedire l’abuso di alcolici

Convince ma senza entusiasmare la norma che vieta la vendita di alcolici ai minori. «È ingenuo pensare che basti una legge»

Alcolici vietati ai minori di 18 anni: nei locali pubblici e in autostrada. Una regola che suona di "proibizionismo" ma che non viene bocciata dagli "addetti ai lavori". ( nella foto, il manifesto dell’iniziativa "Alcol prevention day")

«Una legge è buona se serve a mandare un segnale – commenta Don Luca Violoni, responsabile della Pastorale Giovanile di Varese – ma a questo segnale devono seguire politiche di formazione e prevenzione specifiche. Altrimenti rimane un divieto fine a sé stesso. Sarebbe molto ingenuo pensare che basta una legge. Dobbiamo, invece, inistere sull’educazione agli stili di vita. C’è il ragazzo che si beve una birra in compagnia degli amici, c’è chi eccede per l’euforia di un momento, chi si ubriaca per dimenticare un problema serio che non riesce a superare. Non si possono mettere sullo stesso piano i tre casi distinti, ma si può investire sull’educazione, sulla cultura per aiutare ciascuno a "gestire" il suo bicchiere».

Condivide l’idea generale del fine salutista Franco del Balthazar, locale del centro di Varese supergettonato dai giovani: «Anche se io gli nego un alcolico, il ragazzo se lo va a comprare in un supermercato. Io non faccio l’assistente sociale, ma sicuramente questo bar permette ai ragazzi di socializzare, di stare insieme, ridere, scherzare, passare il tempo in compagnia. Non credo che il divieto di vendere alcolici ai minorenni inciderà sul numero dei clienti, ma qualche incasso in meno lo comporterà».

Cultura, quindi, educazione e formazione sono necessari perchè un divieto non venga visto solo come una nuova occasione di trasgredire. L‘Azienda Sanitaria locale, deputata a promuovere la cultura della salute, da tempo è impegnata in progetti di sensibilizzazione: «Operiamo su tre livelli – spiega il dottor Vincenzo Marino, responsabile del Dipartimento della Prevenzione – esistono i consultori dove il singolo caso trova assistenza e supporto. C’è il camper informativo che posizioniamo fuori dai locali più a rischio come le discoteche e poi abbiamo una serie di progetti per la promozione degli stili di vita che portiamo avanti, per esempio, nelle scuole. Ora stiamo studiando una forma di " marketing preventivo". I consumatori comprano "sogni" : auto, vestiti, case per apparire in modo differente. Anche la droga promette sogni e così il vino. Noi dobbiamo far aprire gli occhi alla gente e riportarla alla realtà con una "propaganda contraria". L’alcol per gli adolescenti è micidiale e può avere effetti devastanti sul cervello: iniziare a vietare e creare poi una cultura è un’ottima via».

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Pubblicato il 03 Ottobre 2006
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