Al Galmarini visite gratuite per combattere la stipsi
L'ospedale è l'unico in provincia di varese che aderisce alla seconda giornata nazionale per la diagnosi e cura della stipsi, dal 13 al 17 novembre
Sono 13 milioni, in tutt’Italia, le persone che soffrono di forme più o meno gravi di intestino pigro.
Dallo scorso anno, la Siucp organizza una settimana di informazioni e visite gratuite.
Anche l’ospedale Galmarini di Tradate aderisce a quest’iniziativa che si svolge dal 13 al 17 novembre.
L’evento è patrocinato dal Ministero della Salute, dalla SIMG, Società Italiana di Medicina Generale, e da Cittadinanzattiva – Tribunale per i Diritti del Malato.
Tutte le persone interessate possono telefonare sin d’ora al Numero Verde attivato dalla Società Scientifica 800.126.731 o visitare il sito internet www.siucp.org per informazioni e prenotazioni.
Le visite contribuiranno a far emergere questo disturbo di cui i cittadini parlano poco per imbarazzo ma soprattutto perché spesso sono convinti che il problema dell’intestino pigro sia cronico, cioè senza soluzione. “Non è così, invece” – precisa il professor Antonio Longo, Presidente Onorario della SIUCP, Società Italiana Unitaria di Colonproctologia – “guarire è possibile, soprattutto con l’aiuto del colonproctologo, uno specialista ancora poco conosciuto in Italia, capace di formulare diagnosi precise sull’origine di ciascun disturbo e di indicare la terapia migliore da seguire”.
Da un’indagine svolta in occasione della prima Settimana nazionale della Stipsi emerge che un paziente su due beve poca acqua, solo uno su dieci fa sport e uno su quattro mangia frutta.
Lo scorso anno sono state soprattutto le donne a rivolgersi al colonproctologo, oltre il 70% del totale. E quasi tutte (il 74%) manifestavano, a seguito della visita, una forma più o meno grave di stitichezza.
Quasi la metà (il 46%) delle persone visitate ha confessato di bere meno di un litro di liquidi al giorno, quindi troppo poco, e solo poco più di una su quattro ha affermato di mangiare molta frutta, verdure e fibre, fondamentali per combattere il disturbo.
Pochissimi, poi, quelli che fanno molta attività fisica: circa 1 su 10 degli esaminati.
Più del previsto, infine, le cause “meccaniche” alla stipsi. Il 26% delle persone visitate, infatti, ha presentato un abbassamento di parte del pavimento pelvico che impediva una corretta evacuazione. Questo disturbo è oggi risolvibile grazie ad un intervento chirurgico mininvasivo rapido e poco doloroso: dura mezz’ora, non procura ferite esterne, comporta due giorni di degenza ed una settimana di convalescenza.
Per prenotazioni telefonare al numero verde 800126731 o visitare il sito www.siucp.org
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