«I talenti della scienza sono piccoli campioni»

Al Ccr di Ispra la seconda giornata dell'Orientagiovani. Tecnica e ricerca al centro dell'incontro con gli studenti

Pochi giri di parole per un solo messaggio di fondo: all’Italia di oggi servono tecnici e specialisti. Alla seconda giornata dell’Orientagiovani, al Centro comune di ricerca di Ispra, la scienza è tornata sul podio insieme al consiglio, rivolto agli studenti, di seguire la strada del sapere e della tecnologia. «Soprattutto in una provincia a vocazione industriale come la nostra – ha commentato Luigi Prevosti, vice presidente dell’Unione degli industriali della provincia di Varese -. La preparazione scientifica è necessaria perché il presupposto per creare industria è creare scienza e oggi come non mai su questo tema si gioca il futuro del Paese. La concorrenza che minaccia le nostre imprese si divide su due piani: quella di costi e quella di cervelli. Dalla prima siamo tagliati fuori mentre sulla seconda abbiamo buone opportunità. Dobbiamo lavorare sulla ricerca e sulla programmazione applicate ai nostri fattori di successo: la creatività e la fantasia».

«Seguire le scienze vuol dire capire di avere scelto un campo di investimento personale e di avere fatto una scelta molto importante per la propria vita – ha spiegato Mario Giacomo Dutto, direttore generale dell’ufficio scolastico regionale per la Lombardia -. Ma penso soprattutto ai ragazzi. I talenti non ci mancano, come la studentessa che ha vinto le olimpiadi di matematica (Maria Colombo, ndr) che vive a pochi chilometri da qui. Questi giovani devono essere coltivati, ci si deve dedicare a loro come ci si dedica ai giovani campioni dello sport o alle promesse dello spettacolo. Devono essere allenati giorno per giorno. Se li ignoriamo ci verranno “rubati” dalle università straniere». La responsabilità , secondo Dutto, è anche delle scuole superiori: «Da un lato dobbiamo rimediare al basso livello di tecnologia presente nei nostri istituti: nell’era di internet non possiamo accettare una scuola low tech dall’altro dobbiamo puntare sulla motivazione, far tornare nella scuola il confronto e un pizzico di difficoltà in più». 

Sulla preparazione secondaria insiste anche Claudio Gentili, direttore del Nucleo educational di Confindustria: «C’è un dato che fa pensare: nelle facoltà scientifiche 30 studenti su 100 abbandonano gli studi al primo anno. Vuol dire che qualcosa non funziona nel passaggio dalle superiori all’università. Il nodo cruciale è la qualità dell’istruzione da cui dipendono molte scelte dello studente ed inoltre ai professori spetta il compito rendere interessanti anche le materie più compesse».

Tra il pubblico dell’incontro di oggi c’erano gli alunni dei licei scientifici di Saronno e di Varese, quelli dell’Ipsia di Saronno e di Gallarate, dell’Itis di Tradate, di Luino e di Gallarate, dell’Itc Tosi di Busto Arsizio e della scuola media di Gavirate. Ognuno con un’esperienza diversa, "dal vivo", nella ricerca: dagli stage nelle università agli studi sulle energie rinnovabili, dai progetti di simulazione di impresa fino ad arrivare alle giornate fianco a fianco con i ricercatori del Ccr.

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Pubblicato il 16 Novembre 2006
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