“Non siamo dei Rambo: era un dovere intervenire”
Il comandante della Polizia locale di Binago spiega che anche se era fuori servizio l'agente che ieri ha sparato uccidendo un ladro era tenuto ad agire
E’ ancora sotto shock Vincenzo Calliego, l’agente di Polizia locale di Binago che ieri per sventare un furto ha ucciso involontariamente con due colpi di pistola il ladro, Roberto Vailatti, 31 enne di Torino. "Ieri era distrutto, oggi l’ho visto un pochino più tranquillo, ma non si dà pace per quello che è successo", dice il comandante della Polizia locale di Binago, Giovanni Colasuonno che questa mattina ha sentito il collega.
L’episodio di ieri ha sconvolto tutti in Comune. A Binago non era mai capitato nulla di così grave, e per questo paese di 4100 abitanti al confine tra Varesotto e Comasco non si può certo parlare di un’emergenza criminalità: "Furti nelle abitazioni ne capitano, qui come altrove, va a periodi – spiega il comandante Colasuonno – Quello che vorrei chiarire è che il collega Calliego era tenuto ad intervenire, anche se in quel momento era formalmente fuori servizio. C’è infatti una specifica normativa che dice che quando un agente di pubblica sicurezza è residente nel territorio comunale è praticamente in servizio 24 ore su 24 e se non si interviene di fronte ad una situazione di emergenza si possono passare dei guai".
Nessun eroismo, nessun atteggiamento da Rambo, anzi: Vincenzo Calliego è descritto da tutti come una persona assolutamente tranquilla, dal comportamento sempre impeccabile, con nervi saldi e una grande dose di pazienza anche nell’affrontare le situazioni più critiche.
Al magistrato Giuseppe Rose che ieri lo la lungamente interrogato ha ricostruito passo per passo i momenti concitati dell’incontro, casuale, con il ladro: l’alt inutilmente intimato quando si è accorto di quanto stava accadendo in via del Pozzetto, l’auto che sgomma per fuggire, i due colpi di pistola tirati alle ruote per cercare di fermarla. L’agente, che ha subito fatto rapporto su quanto accaduto, non immaginava di aver ucciso e ora si dispera. "Sono cose che lasciano un segno – commenta il suo superiore – Non ci capita certo tutti i giorni di estrarre la pistola d’ordinanza e di sparare e questa volta è successo l’imponderabile".
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