Alcol e lavoro: un binomio pericoloso
Giovedì 25 gennaio all'Università esperti di tutta le Regione a confronto sulle innovazioni legislative che assegnano nuovi compiti ai medici di azienda sul tema dell'alcol
Non ci sono dati statistici che rendano l’esatto fenomeno dei rischi legati all’abuso di alcol sui luoghi di lavoro. Ci sono statistiche generali o, viceversa, sondaggi che sottostimano gravemente il fenomeno. La questione, però, è delicata e coinvolge sia la sicurezza del posto di lavoro, sia la responsabilità verso terzi, come nel caso degli autotrasportatori.
Giovedì 25 gennaio nell’Aula Magna della Facoltà di Scienze dell’Università dell’Insubria, in via Dunant a Varese, esperti tratteranno il tema “Alcol e lavoro, problematiche ed obblighi per il medico del lavoro”.
Al centro dell’attenzione ci saranno soprattutto le nuove normative che indicano specificamente le imprese dove deve essere vietato l’uso di alcol ( edilizia, sanità, scuola, ecc) durante le ore di lavoro e attribuiscono una responsabilità anche ai medici presenti in azienda. «L’innovazione comporta un mutamento culturale profondo – afferma il prof. Marco Ferrario, direttore dell’U.O. di Medicina del lavoro – La sfera personale del lavoratore diventa argomento di indagine del campo della sicurezza».
Il convegno, il primo in Italia ad affrontare le innovazioni legislative, è organizzato dall’Azienda Ospedaliera di Varese, in collaborazione con l’Università dell’Insubria e l’Associazione Lombarda di Medicina del Lavoro e Igiene Industriale (ALMLII).
I maggiori esperti provenienti da tutta la Lombardia affronteranno il tema sotto tre diverse tematiche: la diffusione del problema, le cause e i marcatori del consumo; il decreto legislativo 125/2001 ed i provvedimenti applicativi del 16 marzo 2006; l’idoneità lavorativa, responsabilità verso terzi e prevenzione.
La normativa infatti affida ai medici competenti aziendali alcune importanti responsabilità: «Stante la diffusione nel nostro Paese del consumo di alcol – spiega ancora il professor Ferrario – il possibile abuso è una deviazione presente in tutti gli strati sociali ed in tutte le età, seppur con modalità di assunzione e tipi di prodotto differenti. L’abuso rappresenta una delle cause maggiori di malattia e di possibili danni a terzi, soprattutto nelle professioni ad elevata responsabilità». Il laboratorio di Tossicologia della U.O. ha messo a punto metodi di valutazione affidabili e controllati del consumo di alcol, utili per lo screening e per l’approfondimento diagnostico.
I lavori del convegno si apriranno alle 9.00, con i saluti delle autorità presenti: il Rettore, prof. Renzo Dionigi, il Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia, prof. Paolo Cherubino, il Direttore Generale Sanità Regione Lombardia, Dr. Carlo Lucchina, il Direttore Generale ASL Provincia di Varese, Dr. Pierluigi Zeli, e il Direttore Generale Azienda Ospedaliera “Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi”, Dr. Carlo Pampari.
Il convegno terminerà intorno alle 17.00 con le conclusioni esposte dal dott. Pietro Apostoli, presidente ALMLII, e dal prof. Marco Ferrario.
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