“Caso” Beata Giuliana: «Come si può “demolire” un progetto che non c’è?»
Erica D'Adda e Mariella Pecchini precisano la loro posizione circa le previste strutture sportive incluse nella convenzione con Villa Recalcati
Riceviamo e pubblichiamo
Non sappiamo se ringraziare
il consigliere comunale o il presidente dell’Accademia bustese di pattinaggio,
comunque sempre Salomi, per le dichiarazioni fatte il 24 gennaio.
Come consigliere comunali
dell’ULIVO precisiamo di non aver demolito moralmente alcun progetto “sportivo”
perché il “progetto” non è mai stato presentato né in Commissione né in
Consiglio Comunale. E perché un progetto sportivo si valuta per l’opportunità e
la validità, non per la moralità.
Siamo con Salomi quando
afferma che a Busto servono nuove strutture sportive anzi, aggiungiamo noi,
serve sistemare una volta per tutte anche quelle esistenti, renderle funzionanti e in sicurezza; così,
solo per fare qualche esempio, citiamo la nuova palestra delle scuole Pascoli, appena inaugurata e già inagibile
perché piove dentro, per non parlare dei mille problemi del Palapiantanida,
della pista di atletica….
Ma ribadiamo che
bisognava discuterne prima e portare la proposta della Provincia in Commissione
con i disegni del progetto, sentire le
società sportive, indicare le priorità e decidere un piano serio da rinviare
alla Provincia.
Invece ci siamo trovati il
22 gennaio 2007, e ci siamo sentiti dire che entro la metà di febbraio la
Provincia dovrà deliberare sulle strutture sportive da fare nel quartiere Beata
Giuliana. Questo perché, ha aggiunto candidamente l’assessore Azzimonti,
poi inizia la campagna elettorale e tutto sarà fermo per mesi.
Si parla di una convenzione megagalattica di 45 milioni di euro,
di cui 12 alle infrastrutture sportive, che stranamente è passata
inosservata sia nei 4 anni dell’amministrazione Rosa, quando l’Assessore allo sport era Ruffinelli (oggi Presidente della
Commissione cultura, sport e tempo libero), sia in questi 7 mesi di
Amministrazione Farioli.
E’ veramente un po’ troppo strano questo ritardo!!!
Noi abbiamo sottolineato che
con così poco tempo c’è il rischio di spendere il denaro pubblico – se mai
dovesse arrivare – in malo modo, e
certamente questo non sarà a vantaggio della cittadinanza.
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