Ferrario: “Una Prealpina controcorrente con più testo e meno immagini”
Intervista con il direttore del quotidiano locale dopo il cambiamento della grafica
Stesso formato, stessa testata per un cambiamento soft, ma con delle scelte editoriali forti.
Da sabato la Prealpina è in edicola con una nuova veste grafica. Un cambiamento che arriva dopo oltre vent’anni. "Nel 2003 con la mia direzione, – afferma Roberto Ferrario, – avevo portato alcune novità, ma ora abbiamo rinnovato tutto".
Centoventi anni di storia, da sempre il quotidiano della provincia e non solo, La Prealpina nel nostro territorio non ha certo bisogno di presentazioni. Per lunghi periodi è stato l’unico giornale locale anche se in presenza di media importanti quali Il Corriere della sera e Il giorno.
Il 20 gennaio rappresenta un’altra delle tappe del proprio cammino e Roberto Ferrario, da tre anni alla guida del giornale non nasconde la propria soddisfazione, ma anche una sottile preoccupazione.
«Lavoriamo da tempo a questo cambiamento e, dopo un attento studio, abbiamo affidato l’incarico a un importante gruppo che ha curato la grafica di grandi quotidiani europei. Al progetto ha partecipato tutta la redazione e quindi la nostra soddisfazione è davvero alta. Per ora siamo tutti contenti".
Come l’hanno presa i lettori?
«È troppo presto per dirlo. Siamo molto attenti alle loro reazioni perché insieme alla soddisfazione c’è anche una certa preoccupazione. I lettori sono abitudinari e ogni cambiamento rischia di disorientarli. Vedremo nei prossimi giorni se abbiamo fatto bene o meno».
Il cambiamento è comunque stato soft. L’impianto resta quello a cui si era abituati. Qual è stata la filosofia di fondo nella vostra scelta grafica?
«Abbiamo cambiato font e ci sono diverse novità. Siamo partiti da una considerazione un po’ controcorrente. Abbiamo scelto di dare massimo spazio alla scrittura e meno alle immagini. Per quelle c’è già la televisione. Io credo che il lettore voglia notizie. Compra il giornale per trovarci qualcosa e non delle belle foto grandi. È una scelta diversa da quella fatta da altri, ma è la vera sfida per noi».
Come mai non avete fatto un vero lancio pubblicitario del "nuovo" giornale?
«Anche questa è una scelta. Abbiamo visto altre testate fare grandi promozioni e poi accorgersi che era stato contro producente. Preferiamo ascoltare i nostri lettori e valutare tutte le correzioni del caso. Cambiare un giornale è un’operazione complessa e pericolosa, ma siamo fiduciosi del lavoro fatto».
A questo proposito però ci sono articoli che si presentano poco leggibili, con caratteri molto piccoli…
«Ci siamo già accorti di questo problema, ma è evidente che servano aggiustamenti proprio per le ragioni che le spiegavo prima. Vedrete che nei prossimi giorni questi piccoli problemi saranno sistemati».
Pensate di lasciare ai lettori uno spazio per esprimere le opinioni sul nuovo giornale?
«Noi abbiamo da sempre due pagine intere dedicate a loro. Le opinioni dei lettori sono preziose, ma non dedicheremo spazi specifici a questo cambiamento. Sarebbe pericoloso e poi che ragione avrebbe? Le critiche sono importanti, ma non hanno bisogno di uno spazio pubblico. Stesso ragionamento per i complimenti perché sembrerebbe un’autopromozione».
In questi anni, grazie a Internet, ma soprattutto all’arrivo della Provincia il panorama editoriale anche a Varese è cambiato. Cosa ne pensa?
«Su Internet ho sempre avuto una posizione chiara. Il suo futuro è legato alla gratuità. Il giorno che facesse pagare qualcosa nessuno lo utilizzerebbe più. Quindi lo vivo come una concorrenza relativa. Diverso è il discorso per il quotidiano arrivato da Como. La loro presenza è positiva. È uno stimolo anche per noi. Ci ha costretto a riorganizzare il lavoro e questo non può che far bene a tutti».
Progetti futuri?
«Beh, intanto guardiamo a quanto abbiamo realizzato. Poi dobbiamo completare questo cambiamento. Dopo La Prealpina e Lombardia oggi sarà poi il turno del giornale del lunedì e dell’inserto dello sport. Non è poco».
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