«Il Galmarini non è un ospedale di smistamento»

Da gennaio si riduce la presenza della risonanza magnetica al nosocomio e l’amministrazione comunale attacca il direttore generale Zoia: «Da tempo chiediamo spiegazioni senta ottenere risposte, siamo stufi»

«Ci sentiamo presi in giro dal direttore generale Zoia, vogliamo spiegazioni, subito». Si riduce la presenza della risonanza magnetica all’ospedale di Tradate e l’Amministrazione comunale insorge. In questi giorni, infatti, il sindaco Stefano Candiani è venuto a sapere di una disposizione di Pietro Zoia, direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Busto Arsizio secondo cui da gennaio la presenza del camioncino della risonanza magnetica al nosocomio cittadino viene ridotta da 2 volte a settimana a 1. Inoltre, nel contratto stipulato dall’Azienda ospedaliera con la ditta che gestisce il macchinario, pare non vi sia la certezza di un rinnovo del servizio dopo tre mesi.
In Comune a Tradate, quindi, è subito scattata una riunione d’emergenza tra sindaco, il presidente della commissione sanità Cesare Crespi e l’assessore alla sanità Vito Pipolo. Riunione protrattasi fino alla sera tardi di lunedì e durante la quale l’amminisrtazione comunale ha deciso di far sentire la propria voce e chiedere spiegazioni a Pietro Zoia.

«Nei mesi scorsi il consiglio comunale ha approvato un documento in cui si chiede al direttore generale di spiegare cosa stesse accadadendo all’ospedale di Tradate, eravamo preoccupati già allora – spiega Candiani -. Ma non abbiamo avuto alcuna risposta. Ora veniamo a conoscenza di questa scelta di ridurre la risonanza magnetica e vogliamo sapere cosa stia succedendo, il perchè di queste scelte. Secondo i numeri, infatti, l’ospedale Galmarini è l’unico dei tra nosocomi dell’azienda (gli altri due sono Saronno e Busto Arsizio, ndr) che ha dei numeri tali da ritenersi soddisfacente, nonostante abbia la metà dei dipendenti di Saronno».
 «Dimezzare la risonanza magnetica significa influenzare negativamente anche altri reparti come ortopedia – spiega Crespi, dottore che per anni ha lavorato all’ospedale Galmarini -. Finora siamo stati dei gentiluomini a chiedere sempre educatamente delle spiegazioni a Zoia, ma non abbiamo mai avuto risposte. È finito il tempo di essere gentiluomini e va detto chiaramente che un direttore generale di questo tipo non ci va bene. È giunto il momento di farsi sentire. Speriamo che ci risponda presto».

«Non è un attacco contro la persona – chiarisce l’assessore Pipolo -, va cambiata la rotta che ha preso la direzione dell’ospedale. Il Galmarini è un ospedale piccolo, ma moderno ed efficace, il rischio è quello che venga trasformato in un ospedale di smistamento. È tempo di un atto politico formale: presenteremo in consiglio comunale un documento in cui diffideremo ufficialmente il direttore generale Zoia».
«Abbiamo chiesto molte volte di parlare e se questa è la risposta non ci stiamo – conclude Candiani -. Nelle azioni dell’Azienda leggiamo un desiderio repressivo nei confronti di una realtà che probabilmente dal punto di vista politico viene considerata meno simpatica e meno congeniale di altre. Ma il territorio di Tradate non si merita questo trattamento. Abbiamo comunque sempre la speranza che questo percorso si inverta, ma sicuramente siamo stufi di essere presi in giro e di rimanere senza risposte».

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Pubblicato il 09 Gennaio 2007
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