La Scuola varesina tra Finanziaria e Elezioni provinciali

Dove va la scuola, e come ci potrebbe andare? A parlarne una senatrice, un consigliere provinciale e il segretario di Rifondazione Comunista

Dove va la scuola, e come ci potrebbe andare? La domanda, di fatto tormentone e spina nel fianco ormai da decenni, specialmente in questi mesi è a Varese tra due fuochi, stretto tra la Finanziaria e le ormai imminenti elezioni provinciali. 
E, tra chi ha più a cuore l’argomento, ci sono senza dubbio i rappresentanti di Rifondazione Comunista, che hanno scelto l’nizio dell’anno per fare il punto della situazione.

«Innanzitutto, è necessario sottrarre la scuola da luogo di scontro ideologico» Spiega Giovanni Bonometti, segretario provinciale di Rifondazione Comunista, che ricorda la raccolta di firme destinata a Romano Prodi per ricordarli gli impegni assunti con il programma riguardo proprio l’istruzione una iniziativa nazionale «Che ha avuto molto successo, e sono state centinaia le firme anche a Varese».

Poi deve guardarsi dal suo stesso Governo: Rifondazione fa parte della maggioranza, ma non necessariamente sostiene ogni sua mossa. Ma lealmente: «Noi partiamo dal programma dell’Unione, che criticava fortemente la riforma Moratti – spiega la senatrice Giovanna Capelli, che fa parte della commissione istruzione pubblica del Senato – ma di cui il ministro Fioroni è un interprete contraddittorio: ci ha positivamente colpito il fatto che si sia subito schierato in favore della scuola pubblica, ma non ci piace il "metodo cacciavite" adottato, che fa muovere con grande lentezza le riforme. I punti a favore del Governo sono il lavoro a favore della diminuzione del precariato e quello per elevare a 16 anni l’obbligo scolastico, quest’ultima un’impresa che non è riuscita nemmeno al ministro Berlinguer. Ci lascia molto più perplessi invece la scelta di finanziare le scuoel  private con l’ultima finanziaria, scelta che in alcuni punti, quando ad esempio si decide di finanziare le scuole private superiori, è pure incostituzionale».

Altre parole invece per la Provincia di Varese, che in questi ultimianni, secondo i rappresentanti di rifondazione, si è distinta per impegno «La Provincia si era data un cronoprogramma di messa a norma degli edifici, che l’amministrazione precedente ha lasciato decantare.  – spiega Giampiero Livetti, capogruppo di Rifondazione in consiglio Provinciale –  Ora invece, con questa amministrazione, ci sono diversi elementi di positività: innanzitutto la soluzione di alcuni grossi problemi pendenti, e penso soprattutto al liceo Artistico di Varese. Ma poi c’è stato un grande sforzo per la messa a norma di tutti gli edifici scolastici, e ora si può dire che complessivamente il bilancio è positivo. La seconda questione è quella del pendolarismo: dati alla mano la provincia di Varese è caratterizzata da un forte pendolarismo verso gli istituti scolastici della provincia. Per questo abbiamo proposto di sollecitare l’apertura di nuovi indirizzi e nuove sedi distaccate».

Fin qui i rappresentanti istituzionali. Ma i giovani? a rispondere sull’argomento il neo Coordinatore provinciale dei Giovani Comunisti, Valerio Todeschini «le nostre proposte? sono due –  Todeschini –  L’aggiornamento della storia contemporanea alla conoscenza dei principali fatti recenti: come piazza Fontana, la strage di Bologna, Tangentopoli. E cercare di risolvere il problema del pendolarismo scolastico: magari anche con il trasporto gratuito per gli studenti»

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Pubblicato il 09 Gennaio 2007
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