Neve abbondante e caldo torrido: il 2006 rimarrà memorabile

L'anno che si è appena concluso ha registrato temperature polari a gennaio, una nevicata eccezionale, un caldo torrido estivo e un autunno mite

Non sarà stato l’anno dei record, ma sicuramente quello degli eccessi sì! 
Il 2006 verrà ricordato anche per ragioni meteorologiche.  Nessun record battuto ( il terzo più caldo, il secondo più asciutto), ma tanti episodi inusuali lo hanno reso particolare. E il giudizio arriva da un esperto : il Centro Geofisico Prealpino.
L’autunno mite appena passato ha chiuso un anno che si era aperto all’insegna del gelo.

Gennaio. La notte di San Silvestro del 2004  assiste ad una spruzzata di neve. Poi le temperature scendono a livelli polari sostenute da un anticiclone russo che raggiunge l’apice il 16:  a Varese la colonnina di mercurio scende a meno 4,5 gradi mentre a Malpensa si registrano 8.5 gradi sotto lo 0. In tutta la Regione scatta l’allarme inquinamento e, soprattutto, la siccità mette in ginocchio numerose falde acquifere.
Il 27 gennaio si assiste ad una nevicata storica: 70 centrimetri a Varese, ben al di sopra del limite registrato nel 1986. Ventiquattro ore di fiocchi candidi che il giorno dopo vengono mitigati dalla pioggia: l’emergenza freddo è passata.

Febbraio. Le temperature finalmente risalgono raggiungendo la media mensile di 3.9 gradi, contro la media degli ultimi 40’anni di 4.2. Si alternano piogge e schiarite  con la neve che imbianca solo le cime delle montagne e, in un paio di occasioni, il Campo dei Fiori ( il 18 e il 25). Il lago Maggiore torna ai livelli normali.

Marzo. Il mese si conferma "pazzerello" con una variabilità caratterizzata da poche precipitazioni in pianura, temperature ancora al di sotto delle medie stagionali e vento insistente (i giorni 11 e 12 con velocità massima a Varese di 68 Km/h e 116 a Campo dei Fiori). Solo gli ultimi giorni concedono una "tregua" primaverile" e, ad approfittarne, è la natura che, un po’ in ritardo, inizia a risvegliarsi.

Aprile. Il mese si apre all’insegna del sole, sostituito, però, il giorno 5 dalla pioggia atlantica. Il Campo dei Fiori è di nuovo bianco, anche se i tre centimetri caduti, reggono ben poco tempo. Dal 10, la depressione che scende dalla Scandinavia fa cadere in provincia almeno 90 centimetri di acqua e 8 centimetri di neve al Campo dei Fiori: si tratta dell’ultima imbiancata della stagione. Anche a Pasqua il tempo rimane variabile con schiarite alternate a precipitazioni. Va decisamente meglio per il ponte del 25 aprile con sole e temperature miti ( 23 gradi). Gli ultimi giorni ritorna la pioggia e, in particolare, il 29 aprile si registra la prima grandinata dell’anno.

Maggio. La prima metà del mese è all’insegna del caldo e della siccità.  Per l’Air Show, manifestazione aerea organizzata dalla Provincia domenica 14, temperature ( 26.4°) e sole si rivelano preziosissimi alleati.  Dal 16 si apre una fase all’insegna dell’incertezza che si risolve dal 24 con l’arrivo dell’anticiclone delle Azzorre: tempo estivo e temperature sui 28 gradi. Il grande freddo sembra alle spalle quando , tra la fine di maggio e l’inizio di giugno, si registra l’ultimo colpo di coda : il 31 la colonnina di mercurio segna 8 gradi di minima a Varese e 3 al Campo dei Fiori.

Giugno. Sole e caldo sono gli elementi caratteristici del primo mese d’estate. Le temperature sono ben al di sopra della media ( sopra i 28°). Le scarse piogge riaprono la questione siccità: il lago Maggiore tocca la terza soglia di magra. In molti comuni è allarme acqua: i rubinetti rimangono asciutti e i rifornimenti arrivano con le autobotti.  Solo il 27 e il 28 offrono una breve tregua alla calura senza risolvere, però, il problema della crisi idrica.

Luglio. È il mese più difficile. Il caldo africano ( ben 27 giorni con una media al di sopra dei 30 gradi) e la carenza di precipitazioni aggravano la questione idrica con falde a secco e l’erogazione di acqua potabile a singhiozzo in molti comuni della provincia. Sporadiche ma dannose le precipitazioni come quella del 17 in Valcuvia o del 26 a Castellanza.

 Agosto. Come avviene ormai da qualche anno, il mese delle ferie si rivela il più brutto dell’anno. Così in 31 giorni si recuperano ben 114 centimetri d’acqua grazie alle precipitazioni, anche molto intense e temporalesche, che si abbattono sulla provincia. Memorabili rimarranno il nubifragio di Castellanza del primo (mm72 di pioggia) e, soprattutto,  la grandinata di Samarate dell’11. 
Il tempo si ristabilisce momentaneamente dal 22 con la parentesi del 24 quando una tromba d’aria si abbatte a Luino sradicando anche il cedro centenario.

Settembre. Tempo bello  e temperature al di sopra della media caratterizzano la prima parte del mese. Dal 14, però, sull’intero territorio si rovescino 140 millimetri di pioggia che provocano numerosi danni e allagamenti, fino allo smottamento che si abbatte sulla strada d’accesso a Castelveccana.

Ottobre. Dopo una partenza all’insegna dell’umidità che fa segnare al lago Maggiore il record di altezza per il 2006, sui cieli del varesotto torna a brillare il sole con temperature miti ben al di sopra delle medie stagionali. Dal 15, il tempo cambia  e si registra il passaggio di alcuni corpi nuvolosi di scarsa entità.

Novembre. Il primo giorno del mese si apre con una tragedia proprio alimentata dal tempo eccezionale: un caldo estivo favorisce scampagnate e gite all’aria aperta. A metà pomeriggio, però, si leva un vento gelido e fortissimo. Sul lago è tragedia: una canoa si rovescia, padre e figlio di 7 anni muoiono nel lago di Varese. Da quel giorno il clima cambia ma non più di tanto: sole e temperature miti caratterizzeranno un novembre anomalo sino al record del 29 quando la colonnina di mercurio raggiunge i 24.5°.

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Pubblicato il 03 Gennaio 2007
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