Via Ponzella, «una vergogna per la città»
La denuncia di un residente, stanco di vedere la strada trasformata in immondezzaio dall'inciviltà di pochi
Via Ponzella: un nome di strada che al bustocco medio dice poco, ma che a che ai pochi volenterosi che in settembre si uniscono a Legambiente per Puliamo il Mondo indica un appuntamento annuale pressochè fisso con pale e rastrelli, e soprattutto con una quantità apparentemente infinita di immondizie di ogni tipo. Sembra infatti che il tratto terminale di via Ponzella, che sfocia su viale Gabardi attraversando un tratto boschivo, sia stato scambiato per il deposito rifiuti Agesp di via Tosi, in zona industriale, a giudicare dalla quantità e tipologia di rifiuti che vi vengono scaricati impunemente, giorno dopo giorno.
Dopo le passate segnalazioni di Legambiente, giunta a chiedere di chiudere l’accesso al tratto della via interessato dalla discarica abusiva, giunge ora la segnalazione di un cittadino. «Scrivo per denunciare le INCIVILI, VERGOGNOSE e PERICOLOSE condizioni
(vedi foto allegate) in cui versa l’"appendice" di via Ponzella, quel
tratto di strada sterrato che, attraversando un breve tratto boschivo,
termina direttamente sul viale Gabardi, ai confini del parco
dell’Altomilanese»: così Alessandro Pagani, residente nella zona, avvia la sua lettera a Varesenews, a L’Informazione e a vari consiglieri comunali di entrambi gli schieramenti. «Il problema purtroppo è di vecchia data, già
personalmente denunciato sul n.13 del 31/03/2006 de L’Informazione, e citato anche dal presidente di Legambiente di Busto Arsizio Andrea
Barcucci in una lettera del 22/12/2006 pubblicata su VareseNews».
Pagani ricorda da un numero de L’Informazione come agli inizi di
novembre del 2006 il Sindaco di Busto
Arsizio Gigi Farioli «assicurava ad un altro lettore, il quale denunciava
un episodio analogo in un’altra zona della città, che il Comune
si sarebbe impegnato per risolvere il problema, un problema che
però secondo me non si estingue rimuovendo i rifiuti come
già fatto in passato, in quanto puntualmente i barbari si
ripresentano e la questione si manifesta in maniera ancora più vistosa». Il classico cane che si morde la coda. Che fare, dunque? «Occorrerebbe invece,
a mio modesto avviso, prevenire la questione individuando i colpevoli e
punendoli con delle sanzioni esemplari che scoraggino chiunque abbia
simili intenzioni» scrive il residente di via Ponzella, stanco di avere una discarica illegale a due passi da casa.
«Il Sindaco Farioli ha più volte espresso il concetto di
bustocchità, un termine che dovrebbe riassumere in un’unica
parola le diverse caratteristiche positive che contraddistinguono i
cittadini di Busto Arsizio, io credo che tra queste caratteristiche ci
siano anche il far seguire i fatti alle parole e la ferma intenzione di
rimboccarsi le maniche per risolvere un problema» rincara Pagani, «cittadino bustocco nonchè elettore e regolare
contribuente», chiedendo che venga data una risposta, di persona o tramite i media locali, circa le iniziative che le autorità competenti «hanno inteso,
intendono, o intenderanno intraprendere» per risolvere il problema.
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