I Pali e Dispari riscoprono l’assurdo

Sabato sera il duo comico ha svelato a Varese il suo nuovo stile. Una strada difficile, ma percorsa nella direzione giusta

La seconda prova teatrale di Angelo Pisani e Marco Silvestri, cioè i Pali e Dispari, ha convinto anche il pubblico di Varese. Un pubblico vario, anche se evidentemente composto da un target somigliante a quello di Zelig: quello dei giovani. Ma come ci ha promesso Angelo Pisani in un’intervista a poche ore dallo spettacolo, sul palcoscenico abbiamo visto qualcosa di diverso da Nucleo e Capsula, qualcosa che ha realmente dello sperimentale.

Ed ecco, quindi, tutto l’influsso dell’esperienza Favelas. In questo nuovo spettacolo c’è molto del teatro d’improvvisazione, dell’assurdo. Il filo logico sarebbe quello del sospetto della nascita di un figlio, del passaggio da "Due cuori a una capanna" a "Tre cuori e una caparra", da "Mano nella mano sotto le stelle" a "Mano nella mano nella manina in un centro commerciale". Ma la storia del passaggio da due a tre, è solo un filo logico sottilissimo, che si perde nelle mille fantasie di Angelo, nate per associazioni linguistiche o da un semplice oggetto, magari anche solo dal rumore prodotto da una parola. Perdendosi in infinite ed esilaranti digressioni. Tutto verso un finale con il preciso e dichiarato scopo di essere incomprensibile, perché ogni dubbio deve rimanere aperto: "Magari poi facciamo un sequel per spiegarvelo".

Così basta un oggetto, come un tavolo, per giocare a bere il caffè, creare un ristorante nel quale si servono zuppe di silenzio e antipasti di autostima, giocare a ping pong e mimare mille altre azioni. Decisamente "pazzo" e poliedrico lo stile di Angelo Pisani, che con la sua magliettina nera con il punto di domanda rappresenta il dubbio. Dubbio che bussa, buffo come un joker, alla porta di Marco Silvestri. Lui, con la x sulla maglietta, quasi a dover dare una risposta al questionario, a volte si lascia trascinare, altre ricerca un minimo di razionalità.

Tutto per uno spettacolo dalla trama inesistente, perché assurdo: una scelta forse non facile e non immediatamente popolare per due comici che, invece, hanno optato per una strada coraggiosa, e sembrano nella giusta direzione, se sapranno non allontanarsi troppo. La rappresentazione ha ricevuto diversi applausi, e divertimento prolungato che, come accade in ogni spettacolo comico ben riuscito, ha coinvolto anche gli stessi attori. Alla fine dell’esibizione, invece del solito inchino, anche qualche battuta fuori copione specialmente pensata per il pubblico varesino ("Complimenti alla vostra città per come ha gestito il carnevale, oggi in auto si girava benissimo… per raggiungere il teatro abbiamo dovuto pagare pedaggio a Chiasso").

I Pali e Dispari stanno crescendo, e c’è la curiosità di vedere come si evolverà anche il loro "Appoggiati Scomodi", che certo non lascia l’impressione di essere statico. Nel prossimo futuro, sono in programma altre date in provincia. Una a Busto Arsizio, il 15 marzo al Teatro Manzoni, ed una a Saronno, il 19 aprile al Giuditta Pasta.

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Pubblicato il 25 Febbraio 2007
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