Il ritorno dell’eBook. Per volere di Google
Dopo gli entusiasmi iniziali, tutti descrivevano l'editoria digitale come fallimentare. Ma ora si torna a crederci, anche in Italia, dove arriverà il librofonino
C’erano una volta gli eBook, e l’editoria digitale. Prima dello scoppio della bolla della new-economy tutti erano convinti: la carta scomparirà, quotidiani e libri cederanno il passo a produzioni fatte interamente di bit. Oggi, nel 2007, non sembra proprio così.
L’editoria digitale è morta prima di nascere? Probabilmente no. La musica sta riuscendo ad abbandonare il cd per il digitale, e anche i video ormai sembrano pronti a passare dal dvd al bit. Apparentemente non c’è un buon motivo per pensare ad un destino diverso per i contenuti scritti.
Tant’è vero che in Giappone non è così. I dispositivi per la lettura di eBook da quelle parti sono molto diffusi, come la vendita di magazine e libri digitali. Forse mancano ancora la convinzione, e i dispositivi giusti. Mancano lo Store e l’iPod dei libri, per intenderci. Ma le cose potrebbero cambiare improvvisamente.
Proprio in questo 2007, infatti, diversi segnali lasciano pensare ad un rinnovato interesse per il passaggio dalla carta al bit. Il più clamoroso, anche se ormai ci siamo abituati, arriva proprio da Google. Il popolare motore di ricerca, aveva stupito tutti già tempo fa, con il progetto Google Libri. Questo consisteva (e consiste) nella digitalizzazione di tutti i testi presenti nelle principali biblioteche mondiali.
Uno sforzo di digitalizzazione così grande per una semplice consultazione era sospetto. Infatti già da qualche mese Google ha inserito la possibilità di scaricare gratuitamente, in digitale, tutti i libri non coperti da copyright. E poi a gennaio l’annuncio ufficiale: l’azienda si sta preparando a vendere, come download, anche i libri coperti da copyright.
Ma non basta: passando dalle certezze alle indiscrezioni, ci sono notizie ancora più interessanti. Secondo diversi blog, infatti, l’azienda starebbe realizzando un nuovo dispositivo, a metà tra un cellulare ed un lettore di libri digitali. Se l’oggetto che vedete raffigurato qui a fianco fosse vero, allora la strategia di Google sarebbe chiara: fare con i libri ciò che Apple ha fatto con la musica.
Intanto però, gli avversari non stanno fermi. HarperCollins Publisher, uno dei gruppi editoriali più grandi al mondo, ha recentemente formalizzato l’acquisto di NewsStand, società specializzata nella distribuzione di libri in formato digitale. Non basta: sembra che Apple stessa non voglia farsi “rubare l’idea”. Secondo il popolare blog tecnologico Engadget, il colosso dell’intrattenimento avrebbe già preso contatti con una grande casa editrice, chiedendole di inviare alla sua sede le copie digitali delle sue nuove pubblicazioni, per sperimentare la vendita di eBook su nuovi modelli di iPod touchscreen.
Diversi anni fa c’era anche una forte carenza tecnologica: gli schermi di palmari o cellulari, infatti, avevano modalità di contrasto innaturali, che affaticavano ben presto la vista. Le nuove tecnologie, sviluppate in parte anche in Italia, permettono ora di creare dispositivi dedicati, in grado di ricreare alla perfezione il contrasto della pagina di un libro.
E proprio il nostro paese, per una volta, potrebbe fare la differenza. Proprio in questi giorni, infatti, Tim ha annunciato la commercializzazione entro il 2007 del primo librofonino (foto), un ibrido tra cellulare ed eBook Reader. Attraverso questo dispositivo sarà possibile acquistare automaticamente l’ultima copia del nostro quotidiano preferito, e leggerla su uno schermo estraibile che può essere largo fino a 13 centimetri. La tecnologia a polimeri permette di ottenere uno schermo flessibile e godibile alla vista.
Si tratta sicuramente di un investimento molto coraggioso, ma che se troverà il giusto supporto da parte dei fornitori di contenuti avrà maggiori potenzialità di successo. Attualmente quasi tutti i quotidiani italiani permettono di acquistare una copia digitale dei loro numeri. Corriere vende con il servizio e-Dicola, le pubblicazioni del gruppo L’Espresso sono vendute con il servizio Extra. Ma non basta: da un mese il Sole 24 Ore rende disponibile gratuitamente su internet il suo nuovo free press, 24 Minuti, in formato pdf. Di certo non siamo ai livelli di NewsWeek o altre pubblicazioni americane, che permettono di scaricare i loro numeri persino sui cellulari, ma queste tecnologie aspettano solo di essere implementate seriamente.
Tutte le principali case editrici, nel frattempo, hanno implementato le tecnologie eBook, anche se la produzione rimane scarsa. Fa eccezione l’editore Apogeo, che da sempre offre un catalogo di libri digitali molto ricco. Una scelta coerente, che in futuro potrebbe rivelare sorprese. Forse la carta non scomparirà, ma il futuro parla di una convivenza col bit.
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