La Provincia premia il Coordinamento “Salviamo il Ticino”
Il coordinamento insignito del premio Ambiente e Legalità in provincia di Milano per il suo costante impegno a tutela del Fiume Azzurro: anche nel 2007 non mancheranno inziative e campagne
corso di una cerimonia svoltasi questa mattina a Palazzo Isimbardi a
Milano – sede della provincia – il Coordinamento "Salviamo il Ticino", che raggruppa 50 associazioni a vario titolo impegnate in difesa del Fiume Azzurro, è stato insignito del Premio Ambiente e Legalità in Provincia di Milano 2006 nella categoria associazioni «per l’attività di denuncia e sensibilizzazione nei confronti dello stato di inquinamento del fiume Ticino».
cerimonia – in rappresentanza delle Associazioni aderenti – erano
presenti Claudio Spreafico, Roberto Vignati, Francesco Carbone,
Gabriella Bardone, Gianluigi Torno e Roberto Vellata.
premio – istituito nel 2005 e giunto alla sua seconda edizione – mira a
premiare tutte le azioni in tutela dell’ambiente, per chi ha segnalato
illegalità e reati, ed è aperto a forze dell’ordine, pubbliche
amministrazioni, scuole e anche ad associazioni ed a singoli cittadini.
Il
Coordinamento Salviamo Il Ticino è sorto nel 2003 quando un
primo nucleo di associazioni della zona nord del fiume ha cominciato a
seguire i gravi problemi di inquinamento causati dall’immissione in
Ticino a partire dal 2001 delle acque del Torrente Arno e del
depuratore di Sant’Antonino nel Varesotto, promuovendo azioni di
protesta e di denuncia anche in sede penale.
Ma
è stata la grave situazione che si è manifestata
nell’estate del 2006 – con il Ticino ridotto lungo tutto il suo corso ad un rigagnolo melmoso e maleodorante a causa dei prelievi eccessivi
e degli scarichi fognari mal depurati – che ha indotto la "Gente del Fiume" e le Associazioni ad una vera e propria mobilitazione generale da Sesto Calende a Pavia.
E’ stata così promossa una raccolta di firme per richiedere agli enti pubblici ai Comuni di assumere
impegni precisi – di qui il PATTO PER IL TICINO a tutela del fiume. Infatti, ricorda il Coordinamento Salviamo il Ticino, i Comuni gestiscono i depuratori (secondo un censimento condotto nel 2003 dai due parchi dei 71 impianti presenti il 68% non è adeguato ed il 65% ha un grado di efficienza bassa), alle Province spettano il rilascio delle autorizzazioni allo scarico ed i controlli con
l’ausilio dell’ARPA, mentre le Regioni Piemonte e Lombardia hanno in mano il
governo della risorsa acqua ed il rilascio delle concessioni di
derivazione – a loro spetta dunque assicurare al fiume il minimo
deflusso vitale.
Nella
petizione si chiede inoltre che si giunga finalmente alla costituzione
di un unico Parco Interregionale (o, perche no, nazionale)
della Valle del Ticino, processo timidamente avviato nel 1993 con la
sottoscrizione di un protocollo d’intesa tra le due Regioni Piemonte e
Lombardia ma poi rimasto sostanzialmente nel cassetto, con le due
sponde del fiume che hanno continuato ad essere governate ed
amministrate in maniera indipendente e diversa.
La
raccolta di firme – iniziata a settembre 2006 – ha trovato subito il
sostegno convinto dei due Parchi del Ticino ( per saperne di più
visitate i siti internet www.parcodelticino.pmn.it e www.parcodelticino.it)
e con il passare del tempo anche di moltissime amministrazioni locali
che hanno portato e stanno portando la questione all’attenzione dei
propri consigli. La
campagna proseguirà fino al 15 aprile
2007: fino a questo momento sono infatti state raccolte quasi 20.000 sottoscrizioni, di cui circa 500 via e-mail con adesioni giunte da tutta Italia. Le
firme raccolte verranno consegnate ai rappresentanti delle Regioni
Piemonte e Lombardia ed ai Presidenti dei Parchi nel corso di una
cerimonia conclusiva che si terrà Domenica 15 aprile al Castello
di Vigevano nell’ambito di un grande convegno sul futuro del Fiume
Azzurro e della sua Valle dal titolo: "Ticino: un fiume, un Parco".
sono state 250.000 ) si tufferanno nei corsi d’acqua delle loro
città. Lo
scopo della manifestazione è quello di riavvicinare i popoli
europei ai loro fiumi, dopo decenni in cui gli stessi sono stati
considerati il recapito delle fogne e dei rifiuti delle città.
L’obiettivo da raggiungere è il ritorno alla balneabilità
dei nostri fiumi ( per saperne di più visitate il sito www.rivernet.org ), così come prevede
appare un obiettivo sicuramente raggiungibile, a patto di lasciare
nel fiume una quantità sufficiente di acqua (il cosiddetto
deflusso minimo vitale) e di dotare i consorzi di depurazione di
impianti efficienti e di sistemi di affinamento depurativo (
fitodepurazione ) per abbattere la carica batterica.
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