Pali e Dispari: “E ora sperimentiamo”
Sabato il duo comico sarà a Varese con un nuovo spettacolo. Ne parliamo con una metà della coppia: Angelo Pisani
Triste destino dei comici televisivi. Rimanere legati a un personaggio, richiesti solo per i tormentoni, e vincolati ad una troppo ostacolata evoluzione. Non sorprende, quindi, che a teatro desiderino osare di più, mostrando veramente ciò che sono in grado di fare. E, in genere, partendo da questo presupposto non deludono mai le aspettative, anzi sorprendono. Proprio qualche settimana fa ci trovavamo a parlare di questo con Paolo Migone, di passaggio a Varese con un surreale Don Chisciotte. Ora il tema si ripete con i Pali e Dispari, di passaggio sempre all’Apollonio con "Appoggiati Scomodi", sabato 24. Anche perché a guardare bene, si scopre che Migone è regista anche dello spettacolo di questi giovani, dei quali ci aveva detto: «Anche i Pali e Dispari stanno provando ad offrire un nuovo modello di comicità. Stiamo cercando nuove formule, per non deludere».
Chiariamo subito: non deluderanno. Angelo Pisani e Marco Silvestri divertono sempre, come ha potuto constatare a novembre il pubblico del Teatro Condominio di Gallarate. E in questo nuovo spettacolo, con il quale cercano "il salto di qualità", non tradiscono il loro stile. A spiegarcelo è Angelo Pisani, "un mezzo" dei Pali e Dispari.
Con questo spettacolo avete svelato il vostro lato sperimentale. Non nuovo, ma meno noto al pubblico televisivo: cosa dobbiamo aspettarci?
«Abbiamo mantenuto la nostra matrice comica, ma negli ultimi due o tre anni abbiamo sviluppato qualcosa di nuovo, abbiamo scoperto nuove opportunità. Ci sono state esperienze che ad esempio ci hanno avvicinato, ovviamente in modo più modesto, al teatro dell’assurdo. Così in questo spettacolo si gioca su un codice comico nuovo, che si avvicina ancor più all’assurdo. Anche nella storia cambia tutta la logica: nasce da una notizia, una presa di coscienza, ma non c’è un vero finale. Ci sono tante digressioni che lasciano diverse porte aperte».
Insomma, stiamo per lasciare per sempre Capsula e Nucleo?
«Rimane il nostro codice, caratterizzato ad esempio da una componente fisica molto spinta. Capsula e Nucleo non ci sono più, ma ovviamente rimane il nostro stile, quello che ci caratterizza. E che ovviamente diverte».
Quando parli di nuove esperienze sicuramente accenni al collettivo Favelas, che avete istituito in questi anni. Com’è nata questa esperienza e come ha influito sullo spettacolo?
«Questa esperienza è nata dalla mia esigenza di sperimentare altre vie, di conoscere e mettere insieme altri codici, dalla comicità alla musica ed altre forme di espressione. Si tratta di un collettivo artistico atipico, nato intorno ad una idea comune, e che per noi si è trasformato in un codice nuovo, che poi ha costruito questo spettacolo. Ad esempio ha ispirato fortemente le scelte scenografiche».
Appunto, cosa c’è di nuovo nella scenografia?
«Per "Appoggiati Scomodi" abbiamo sperimentato una scenografia minimalista, fa leva principalmente sul corpo e sulla parola. Dico sempre che in questo spettacolo il luogo è un non luogo. Basta una notizia, un movimento, per dargli un aspetto del tutto nuovo».
Un tema chiave sarà il dubbio, perché avete scelto questo argomento?
«Tutto nasce da un dubbio, in questa storia. La notizia di partenza, volutamente non originalissima, è quella della possibilità di una nascita, di diventare padri. I personaggi devono decidere se esserlo o meno, e si tratta il dubbio con tanti "condizionali": cosa cambierebbe, dove lo metteresti, come lo affronteresti… La domanda, che dà spunto allo spettacolo, è capitata automaticamente, vista anche la nostra età. Ovviamente, però, non vogliamo dare risposte. Non per esimerci dal giudizio, ma per mostrare che ci sono molte porte aperte, tutte con uguale dignità».
I Pali e Dispari non sono cresciuti, in realtà sono sempre stati così: hanno una doppia personalità, una tranquilla ed una più originale. Per chi li conosce solo attraverso il televisore, è il caso di provare ad apprezzarli più a fondo. La promessa di divertire arriva da tutti, quella di stupire è decisamente più coraggiosa. Sarà interessante scoprire in cosa consistano le loro sperimentazioni. Per questo l’appuntamento è fissato per sabato, alle 21.
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