«Sull’ospedale maggiore unità degli enti locali»

Intervento dell'assessore Franco Compagnoni della comunità montana Valli del Luinese dopo le polemiche sull'ospedale di Luino

«Sull’ospedale bisogna restare uniti». Questo il messaggio lanciato dall’assesore della comunità montana Valli del Luinese Franco Compagnoni a seguito di alcuni articoli riguardanti l’ospedale di Luino che hanno visto protagonista il delegato per l’ospedale della stessa comunità montana Piero Rossi. Gli articoli avevano dato il la alla lettera del sindaco di Luino Gianercole Mentasti intervenuto in difesa dell’ospedale attaccando, anche se indirettamente, chi aveva sollevato il caso dell’eternit nel deposito rifiuti. Pochi giorni dopo un’ispezione dei Nas non rilevò nessuna carenza nella struttura.

«Aver unito gli enti locali per difendere i due presidi di Luino e Cittiglio minacciati dall’ospedale unico – spiega Compagnoni in una lettera – è stato un passo importante. Ora non è questo il momento di dividersi. Fu allora che il Consiglio Direttivo attribuì ad un proprio Consigliere Comunitario Piero Rossi il ruolo di delegato. Egli con pazienza, costanza, solerzia ed energia, si è avvicinato con iniziale prudenza alla materia sanitaria “ostica” per i non addetti ai lavori, successivamente esercitando una ficcante azione di pungolo e sprone nei confronti della percezione e dell’evidenza di ciò che rappresenta problema, tentandone risoluzioni nel possibile». L’assessore, medico all’interno della struttura ospedaliera luinese, difende l’operato di Rossi vedendolo come uno sprone per l’azienda a mantenere gli impegni nei confronti dell’utenza. Ma ci sono parole comprensive anche per l’accorata difesa del sindaco di Luino nei confronti dell’ospedale. «Sicuramente in tal senso va colta anche la riflessione del Sindaco di Luino Gianercole Mentasti, – continua Compagnoni – anche competente per qualità professionale, che nella sua lettera esprime condivisibilmente il disagio e la “minus-valenza” di una continua e perpetrata sottolineatura di evidenze e riscontri solo negativi implicanti pericoloso discredito: diventa così elevato anche se in modo involontario il rischio di mistificare quanto di tanto e positivo si tenta di produrre all’interno della Struttura in termini di Buona Sanità».

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La lettera di Compagnoni poi si rivolge alla storia dell’ospedale fatta di privazioni e difficoltà che giungge fino ad oggi. «Dal 1994 con motivazioni solo troppo semplicisticamente spiegate con la logica dei numeri siano state soppresse le Unità Operative di Ginecologia-Ostetricia, Pediatria, Rianimazione senza alcuna contropartita oggettiva come promesso e che la qualità di alcuni servizi sia scemata (soppressione del reparto degenza solventi, soppressione servizio interno autisti ed ambulanza), senza citare poi il degrado di una attenzione manutentiva quale espressione di un venuto meno senso di appartenenza». La conclusione è ecumenica e spinge per un maggiore equilibrio da parte di chi ha delle responsabilità e chiedendo a rossi di «deporre il piccone» per un momento ponendo dinanzi a tutto la necessità di un lavoro unitario tra le amministrazioni comunali e la comunità montana:«Quindi la ricetta di un’assoluta necessità di “fare globalmente sistema”, con CMVL e Comune di Luino rispettosamente sinergici in sintonia oggettiva e concentrati sull’obbligo del risultato, nel contesto di intese macroterritoriali sui grandi temi anche con le altre Comunità Montane consorelle»

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Pubblicato il 16 Febbraio 2007
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