Vicuron: a marzo scatta la gestione della Fondazione
La Provincia di Varese ha inoltre finanziato un progetto di ricerca che permetterà l’impiego di quattro persone per la gestione della Library, del Database e della Banca Dati Liofilizzati
La Fondazione “Istituto Insubrico di Ricerca per la Vita” inizierà a gestire l’Ex Vicuron Pharmaceucals dal 1 Marzo 2007. Allo scopo di garantire il funzionamento dell’azienda è stata creata una Società di gestione, la SerViRe S.r.l. che per avviare la sua attività ha assunto sei persone, che si occuperanno di manutenzione e servizi vari.
Altre due figure verranno inserite dalla Fondazione per seguire aspetti amministrativi e di segreteria.
La Provincia di Varese ha inoltre finanziato un progetto di ricerca che permetterà l’impiego di quattro persone per la gestione della Library, del Database e della Banca Dati Liofilizzati.
«Ho voluto anticipare, quanto si stanno apprestando a mettere in atto la Fondazione e SerViRe per fornire dei dati precisi del lavoro fin qui svolto – spiega il Presidente della Provincia, Marco Reguzzoni – In pochi mesi si è definito un cronoprogramma per far ripartire il sito di Gerenzano».
Occorre però ricordare che Vicuron Pharmaceuticals/Pfizer ha donato alla Fondazione lo stabile con tutta la strumentazione, mentre la quasi totalità delle proprietà intellettuali, ossia la ceppoteca (con 166.000 ceppi) e le nuove molecole, fondamentali per proseguire nell’attività di ricerca, sono state cedute ad un Consorzio di Aziende di Milano, NAICONS, che si è impegnato però ad assumere nei prossimi mesi circa 15 persone; cinque figure sono già state assunte.
Esiste poi un progetto di ricostruzione della ceppoteca per nuovi utilizzi industriali, che se approvato dal Tavolo di concertazione provinciale potrebbe garantire il reimpiego di un’altra decina di persone.
«Non potevamo sperare in nulla di meglio – interviene Gigi Farioli, Assessore alle Politiche Comunitarie e Sindaco di Busto Arsizio – le premesse mi sembrano ottime e le prospettive vanno al di là della più rosee previsioni».
Esistono poi due progetti di ricerca: il Progetto dei Biosensori e il Progetto dei Biocatalizzatori Industriali che stanno per essere ultimati in questi giorni e potrebbero garantire quindici ulteriori posti di lavoro.
Tenendo conto che nove persone andranno in pensione entro il termine della mobilità arriveremo ad una sessantina di lavoratori, su un totale di settanta, per i quali era previsto il reimpiego. Mancano, ovviamente tutti i progetti che potranno essere avviati nei prossimi 24 – 48 mesi: a tanto ammontano, infatti, le mensilità riconosciute da Pfizer ai dipendenti in mobilità. Inoltre, la creazione dell’Istituto Insubrico e la donazione dell’immobile di Gerenzano ha consentito ad importanti realtà come Areta International, azienda italiana specializzata nel settore dei biofarmaci, che ha nell’organico trenta ricercatori, di proseguire nell’attività.
«È bene ricordare – conclude Reguzzoni – infine, che all’interno del sito di Gerenzano verranno ospitate altre aziende biotecnologiche che hanno intenzione di impiegare nei prossimi mesi un numero consistente di ricercatori: non si esclude che parte dei nuovi assunti potrebbero essere individuati nel pacchetto dei ricercatori, ora in mobilità, ma anche tra giovani ricercatori varesini. Ottimo risultato, tenendo presente che oggi è il 27 febbraio e la fondazione non è ancora, a tutti gli effetti, entrata in possesso del sito».
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