Adamoli presidente della commissione Statuto
Demartini e Alboni vicepresidenti. "È in palio la riforma della Regione", ha dichiarato a caldo il consigliere regionale della Margherita
E’ Giuseppe Adamoli, della Margherita, il presidente della commissione incaricata di redigere il nuovo Statuto, approvare la nuova legge elettorale e definire il regolamento del parlamento regionale. Ad affiancare Adamoli saranno i vicepresidenti Lorenzo Demartini, esponente della Lega Nord e Roberto Alboni, capogruppo di An. Completano l’Ufficio di presidenza i consiglieri segretari Gianmarco Quadrini (UDC) e Mario Agostinelli (Rifondazione Comunista). Le nomine sono avvenute oggi, lunedì 5 marzo, nel Palazzo del Consiglio durante la riunione della commissione.
Eletto pressoché all’unanimità Giuseppe Adamoli, in Regione
Lombardia dal 1980, è stato vice presidente del Consiglio regionale e assessore ai Lavori pubblici ed edilizia residenziale. «Ringrazio la maggioranza, che – ha tenuto a precisare Adamoli – avevano tutta la legittimazione politico elettorale per esprimere un proprio presidente. Ha però prevalso la logica del valore istituzionale della Commissione con il bisogno di un lavoro unitario e la ricerca di una convergenza finale che il dibattito svolto in novembre nel Consiglio regionale ha dimostrato essere senz’altro possibile oltre che auspicabile».
Il vicepresidente del Consiglio regionale Enzo Lucchini (Forza Italia) ha lodato lo spirito unitario che ha caratterizzato l’elezione della nuova Commissione Statuto affermando: «Sono certo che
con oggi si sono create tutte le condizioni per arrivare nel più breve tempo possibile all’elaborazione del nuovo Statuto, della legge elettorale e del regolamento. Lo spirito unitario che ha contraddistinto l’insediamento della Commissione rappresenta il presupposto per rendere la Lombardia efficace ed efficiente interprete di quei richiami di autonomia e di federalismo tanto cari al popolo lombardo».
«Partiamo in ritardo ma con un giusto spirito costruttivo e profondamente innovatore – ha ribadito il neo presidente della Commissione Statuto – sarà suo impegno quello di valorizzare l’apporto dell’Ufficio di Presidenza e di tutta la Commissione tenendo un costante rapporto col Presidente del Consiglio regionale Ettore Albertoni e della Giunta Roberto Formigoni».
«Vogliamo consegnare al Consiglio regionale le proposte della
Commissione sicuramente entro un anno da oggi per ciò che riguarda lo Statuto e la legge elettorale, che debbono essere elaborati contestualmente. Cercheremo di rispettare una data congrua anche per il regolamento che pure è una materia complessa e delicata dovendo disciplinare tutti gli aspetti del funzionamento della più grande e prestigiosa delle assemblee legislative regionali in Italia. Le prossime elezioni regionali- ha aggiunto Adamoli – dovranno tenersi con le nuove regole elettorali e con il nuovo Statuto pienamente in vigore. Ciò significa che fra l’approvazione del Consiglio regionale e la scadenza elettorale del 2010 deve essere lasciato tutto il tempo necessario per la eventuale impugnazione dello Statuto da parte del Governo nazionale di fronte alla Corte Costituzionale e per l’eventuale referendum popolare».
Soddisfazione è stata espressa anche dai due vicepresidenti, Lorenzo Demartini, esponente della Lega Nord e Roberto Alboni, capogruppo di An. «Stabilità di governo, efficienza ed efficacia dell’amministrazione, grande autorevolezza dell’assemblea regionale legislativa dotata di ampi poteri di iniziativa e controllo, diritto dell’elettore di scegliere la maggioranza politica e i propri consiglieri regionali, rappresentanza consiliare a tutte le Province, canali partecipativi importanti per le autonomie locali, sociali e funzionali», questi i punti fermi esposti da Adiamoli che ha aggiunto: «Sono un regionalista convinto e questa presidenza dà un senso logico alla mia cocciuta volontà di restare in regione, malgrado le lusinghe ricorrenti di spostare la mia esperienza a livello nazionale. Entro un anno Statuto, Regolamento e legge elettorale, dovranno essere pronti, di modo che ci sia per il Governo il tempo per un eventuale impugnazione dello Statuto davanti alla Corte Costituzionale o per il referendum popolare».
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