Camera di Commercio, gli artigiani candidano Merletti
Iniziate le manovre per la successione alla presidenza dell'ente camerale. I vertici di via Milano critici con l'attuale gestione
Dopo le dichiarazioni, le consultazioni e gli apparentamenti, si passa all’attacco. Le manovre per la successione alla presidenza della Camera di Commercio sono entrate nel vivo e l’Associazione artigiani di Varese presenta il proprio candidato: Giorgio Merletti.
Il presidente di Confartigianato non è tenero con l’attuale gestione dell’ente camerale: «Ognuno deve fare il suo – dice Merletti – . La Camera di Commercio, che è un’autonomia funzionale, deve essere al servizio delle imprese e non un soggetto autoreferenziale che lavora per la propria immagine».
Angelo Belloli, attuale presidente della Camera di Commercio, era subentrato a Dario Guidali, uomo espresso dagli artigiani e “sfiduciato” da 21 consiglieri camerali, con strascichi polemici e alcune querele. Il turn-over di rito prevede che il prossimo presidente debba essere un uomo dell’Ascom, che sembra voler passare la mano: «I commercianti non hanno una loro candidatura da presentare – dice il direttore degli artigiani Marino Bergamaschi – noi un leader ce l’abbiamo e siamo pronti».
Bergamaschi rincara la dose non appena si accenna al fatto che fino ad oggi gli artigiani, che chiedono una gestione diversa e più strategica dell’ente camerale, hanno avuto i loro rappresentanti negli organi di governo della Camera di Commercio, determinandone quindi gli indirizzi e le scelte: «Non si è realizzato un piano su Malpensafiere, come noi fin dal 1999 chiedevamo, sapendo che era un errore quel modello con la presenza della grande fiera di Rho Pero. Si continua a parlare di Varese come città congressuale e siamo gli unici a sostenere l’albergo delle Ville Ponti. Insomma, manca un grande progetto. Noi abbiamo delle idee per questa provincia e ci interessa che il principio di sussidiarietà alle imprese, che è l’unico principio che sostiene lo sviluppo locale, trovi un’applicazione concreta. Ma per applicarlo occorre che non ci siano né paria né bramini, ma che tutti siano uguali».
Merletti non risparmia proprio nessuno, a partire dalla politica, né quella del centrosinistra, né quella del centrodestra, e riserva la stoccata finale ai poteri finanziari: «L’Abi (associazione bancaria italiana ndr) è confluita in Confidustria. È come portare il sangue nel castello di dracula. Per fortuna noi abbiamo il nostro gioiello Confidi, la prima per impieghi in tutta Italia».
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