Cantone al voto con l’ombra di asfaltopoli
Un cartello dell'asfalto composto da 19 ditte aumentava artificiosamente le commesse a spese dello Stato: coinvolti politici e parlamentari
In Canton Ticino si vota: da giovedì 29 marzo a domenica 1 aprile 206.115 cittadini sono chiamati a scegliere tra 42 candidati al Governo e 645 al Parlamento. Il voto svizzero è però insolitamente colpito da alcuni scandali, primo fra tutti quello denominato “asfaltopoli”.
Si tratta dello scandalo del cartello dell’asfalto, la cui esistenza è stata accertata dalla Commissione federale per la concorrenza (ComCo) in un rapporto reso noto in gennaio. In sostanza 19 ditte asfaltatrici per anni si sono messe d’accordo sottobanco per aumentare artificiosamente i prezzi delle commesse a spese dello Stato, suddividendosi a turno gli appalti. Ai vertici di queste imprese, in particolare nei consigli d’amministrazione, figurano o figuravano molte personalità di spicco dell’ala radicale del Plr (Partito liberale) e alcuni parlamentari. Asfaltopoli è il vero scandalo di questa legislatura: un’inchiesta amministrativa verificherà gli illeciti tra il 1999 e il 2005, anni nei quali la Commissione federale delle concorrenza ha accertato l’esistenza del cartello illegale a danno dei contribuenti.
Le prime segnalazioni di irregolarità risalirebbero al settembre 1999 e le prime grida d’allarme alla Comco sono datate 7 giugno 2000, senza però che siano stato presi provvedimenti. Nuove denunce arrivarono nel 2003, ribadite nel 2004 anche attraverso interventi sulla carta stampata, ma solo ora la commissione ha verificato l’esistenza di riunioni settimanali, nel corso delle quali le 19 ditte coinvolte stabilivano la ripartizione del mercato dell’asfalto e delle pavimentazioni nel Canton Ticino. Alcuni membri del partito liberale, il più coinvolto nella vicenda, hanno rinunciato alla candidatura al parlamento, mentre altri sono accusati di essere pesantemente invischiati negli affari illeciti.
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