Infortuni sul lavoro: giovani e precari, i lavoratori più a rischio
Da un confronto dei registri di Inail, Asl e Ispels si potrà avere una fotografia dettagliata necessaria per ideare politiche di prevenzione mirate

La prevenzione è efficace se si conosce esattamente cosa si deve prevenire. E solo la piena consapevolezza di un fenomeno permette la conoscenza.
Con questo spirito Inail, Ispels e Regioni, attraverso le Asl, hanno avviato una collaborazione stretta per conoscere nel dettaglio la situazione degli infortuni sul lavoro: quanti sono, di che natura, chi sono le vittime, quanti anni hanno, quando si sono infortunate, in che modo, e tanti ulteriori dettagli.
La collaborazione tra i tre enti, che hanno, a vario titolo, competenze nel campo, solo recentemente è potuta diventare operativa grazie ad una serie di innovazioni legislative.
In provincia di Varese, la sinergia tra i tre enti ha già prodotto tre report di "Flussi informativi" da cui si possono iniziare ad estrapolare informazioni preziose: «L’indagine è veramente dettagliata – spiega il responsabile del Servizio Igiene e Sicurezza sul Lavoro in Asl Crescenzo Tiso – arriveremo a conoscere la situazione all’interno di ogni singola azienda».
I nuovi strumenti informativi, per esempio, potranno dare una fotografia dei singoli settori : non è una novità che l’ambito edilizio è quello più pericoloso, seguito dai trasporti, ma dal confronto dei dati si è capito che la categoria di lavoratori più a rischio sono quelli giovani, tra i 18 e i 34 anni, che vivono da precari la propria esperienza lavorativa: «Da questo dato si potranno valutare con serietà delle politiche formative da adottare nell’ambito della scuola» ha esemplificato il dottor Duccio Calderini, del coordinamento Flussi Informativi all’Asl
Tra i settori da monitorare con attenzione ci sarà anche quello dei trasporti con lo scalo di Malpensa: « È una realtà che negli ultimi anni si è dilatata arrivando a contare 17.000 lavoratori » ha spiegato ancora Tiso.
Un altro capitolo che verrà analizzato con attenzione sarà quello delle malattie professionali, un settore che fa riferimento sia all’archivio dell’Inail sia al Registro delle malattie del lavoro, due ambiti parralleli che, fino ad oggi, non si erano mai confrontati. Tra il 2000 e il 2004 sono state registrate dall’Inail 931 malattie professionali, di cui 661 senza diagnosi certa. In quello stesso periodo il Registro ha registrato 980 malattie. I dati, però, non sono sovrapponibili: il compito degli analizzatori sarà quello di analizzare i singoli dati per la situazione completa.
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