L’energia fai-da-te diventa più conveniente

Finalmente è stato approvato l'atteso provvedimento che ripagherà tutta l'energia prodotta da chi decide di installare pannelli solari. Basterà a colmare il gap italiano?

La bolletta della corrente è un incubo? Allora perché non vi date all’energia fai-da-te? Già, chiunque possieda un’abitazione può produrre energia elettrica, in modo pulito. Attraverso un impianto fotovoltaico, ovviamente.

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Questa opportunità, che proprio nella nostra penisola potrebbe portare ad uno dei risparmi energetici più consistenti d’Europa, non è mai stata sfruttata e promossa a dovere. Certo: da tempo esistono i finanziamenti. Ma risulta sempre complesso ottenerli, e sono spesso vincolati e a numero chiuso. Ora però le cose potrebbero cambiare, almeno in parte. Da venerdì scorso, infatti, è ufficialmente comparso sulla Gazzetta Ufficiale il decreto sugli incentivi al fotovoltaico. inserito nel contesto della finanziaria. L’aspetto più interessante introdotto in questi incentivi è il tanto atteso conto energia.

Cosa significa? Significa che chiunque crei un impianto fotovoltaico a casa, oltre a risparmiare energia, sarà anche ripagato dallo stato per i Kilowatt prodotti. Non si parla del semplice ricavo per la "rivendita di energia" ad un ente come l’Enel, ma di un vero e proprio rimborso spese statale, aggiuntivo e su tutta la quota prodotta. Questo provvedimento è stato realmente atteso dai produttori di impianti, e da chi ama la natura, e segue la falsariga di strategie simili seguite con successo in Regno Unito, Giappone e Germania. Ma in soldoni, quanto si più guadagnare con un impianto di questo tipo?

A seconda del tipo di impianto (non integrato, parzialmente integrato, e integrato architettonicamente) si passa da un minimo di 40 ad un massimo di 49 centesimi per Kw. Inoltre sono previsti premi bonus per chi dimostrerà di essere in grado di ridurre del 10% il fabbisogno di energia della sua abitazione, magari attraverso la certificazione energetica dell’edificio, e per chi si rende completamente autosufficiente.

Queste tariffe particolarmente vantaggiose, tuttavia, saranno in vigore solo per chi riuscirà a mettere in funzione il suo impianto entro il 31 dicembre 2008, poi saranno ridotte del 2%. Inoltre dureranno 20 anni.

Di questi incentivi potranno beneficiare persone fisiche, giuridiche, soggetti pubblici e condomini. Per farlo occorre collegare il proprio impianto a quello di un fornitore di energia su vasta scala, presentando il progetto preliminare al GSE. Entro sessanta giorni l’istituto confermerà il via libera alla forma di finanziamento, facendo dimenticare le lunghe liste d’attesa e i concorsi che, in sostanza, hanno ostacolato più che promosso la diffusione del solare.

I soldi guadagnati saranno detratti dalla bolletta, che quindi presenterà in conto solo il differenziale tra energia prodotta e consumata. La speranza del governo è di arrivare ad installare 3000Mw di energia solare autoprodotta entro il 2016, ma i produttori di impianti sono più scettici. Secondo il portavoce del Gruppo Imprese del Fotovoltaico Domenico Inglieri, questi finanziamenti, pur rappresentando un passo in avanti, contemplano una tariffa troppo bassa per gli impianti sotto i 20Kw di potenza. La loro stima è che la novità legislativa non possa portare al raggiungimento di livelli di mercato non superiori ai 100Mw l’anno, un quinto delle attese di settore.

I costi di installazione sono in calo, anche se non propriamente ridotti. Un impianto base fino a 10Kw costa un minimo di 7mila euro per kw, al quale deve essere aggiunta la manutenzione annuale, pari all’1% del valore dell’impianto. I moduli riflettenti, la componente più costosa, sono garantiti in tutta la loro efficacia per 25 anni. In media, quindi, un buon impianto domestico potrebbe essere ripagato dai finanziamenti anche in soli dieci anni, tutto dipende dalle dimensioni e dalla collocazione.

Sicuramente il nostro paese è quello con il potenziale superiore per questo tipo di energia, ma anche quello che la sfrutta di meno. In Germania, dove l’irraggiamento solare è inferiore del 50%, il fotovoltaico è stato implementato ad alti livelli, tanto da produrre 835Mw l’anno. Qui ne produce solo 5. Pensare che, secondo gli esperti, basterebbero 4480 km2 di terreno impiegati in energia rinnovabile (cioè l’11.2% dei terreni marginali) per produrre l’intero fabbisogno elettrico nazionale.. Proprio a dimostrazione delle potenzialità del solare in Italia, che merita un appoggio ancora superiore a quello del recente decreto, lo scorso 24 febbraio il Ministro dell’Ambiente ha inaugurato il più grande impianto fotovoltaico italiano. Si trova a Gubbio ed ha una potenza 200kw, per 3.100 metri quadrati di pannelli che risplendono della luce del sole.

Per chi è interessato al conto energia, qui è disponibile il testo integrale del provvedimento.

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Pubblicato il 08 Marzo 2007
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