La perfezione non esiste: questo unisce disabili e no
La redazione dell'associaizone La Finestra invita a pensare allo sport come ad un'occasione per dimostrare capacità e impegno
Ma chi l’ha detto che i primi eventi di sport integrato sono stati i campionati del mondo di scherma (Torino 2006) e i Giochi della Gioventù Europei per portatori di disabilità mentale (Roma 2006)?
A Malnate, da quattro anni viene organizzata la “Partita del Cuore” tra l’Associazione La Finestra e Pallacanestro Malnate per favorire la conoscenza tra i ragazzi delle scuole e ragazzi disabili praticando sport insieme.
Nonostante l’agonismo non sia l’obiettivo principale, l’impegno e la preparazione degli atleti coinvolti sono costanti. Questo per dire che la fatica e l’impegno sono pari a quelli di qualsiasi sportivo famoso e “ normodotato”…
Lo sport è vittoria ed è sconfitta, può essere fonte di grande soddisfazione personale oppure di grande delusione poiché permette di misurarsi e di mettersi a confronto con gli altri, diventando grande occasione di crescita.
Grande esempio sono i Giochi Paralimpici nati nel 1952 in Gran Bretagna durante i quali si sono disputati gli stessi sport olimpici ma adattati. In Italia, l’attività è gestita dal Comitato Italiano Paralimpico (CIP) che cerca gli atleti presso le diverse associazioni presenti sul territorio.
In particolare, nella provincia di Varese sono attive ben 12 associazioni sport disabili (dal canottaggio al basket, dal nuoto alla scherma, dallo sci all’hockey). Purtroppo mancano spesso strutture regolamentari e adeguate alle esigenze sportive (barriere architettoniche..) e un coordinamento solido e costante tra le diverse realtà. Questo favorirebbe la comunicazione per costruire progetti futuri e soprattutto avvicinare sempre più bambini e ragazzi con differenti disabilità che altrimenti rimarrebbero isolati e lontani dall’ambito sportivo.
I mass media hanno un ruolo molto importante in questo senso, ma purtroppo danno poco risalto al mondo dello sport disabili. Non è abbastanza informare solo sui pochi grandi eventi di portata internazionale come le Paralimpiadi.
L’informazione dovrebbe aiutare le persone ad aprire gli occhi su quello che succede intorno, ma la realtà è un’altra: lo sportivo sembra essere un divo irraggiungibile, ricchissimo, giovane e soprattutto perfetto.
Vorremmo che si smontasse questa visione, a favore di una nuova immagine di sportivo “umano”, quindi semplice, con i suoi pregi e difetti e per cui contano soprattutto capacità, volontà, impegno in ciò che si fa. Con questo vogliamo esprimere un pensiero in cui crediamo davvero: la perfezione non esiste, ed è questo che unisce disabili e non. Tutti abbiamo bisogno dell’altro (con esigenze differenti) poiché nessuno è invincibile e tutti hanno la stessa necessità di riconoscersi e vivere nel “gruppo”, in particolare nell’ambito sportivo.
Per questo abbiamo una speranza concreta. Vorremmo che si puntasse di più sui giovani, sulla loro curiosità di conoscere e sull’inesauribile voglia di nuove esperien-
ze. Buon momento sarebbe, ad esempio, quello di scienze motorie, secondo noi grande occasione di educazione ai valori dello sport e vera possibilità di integrazione e socializzazione “alla pari”.
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