Accam, il “day after” della politica tra imbarazzi e polemiche
Reazioni di segno diverso alla nomina del nuovo presidente di Accam SpA Paolo Cicero: ora concilianti, ora attendiste, ora veementi
La recente nomina di Paolo Cicero alla presidenza di Accam SpA è stata accolta con una certa freddezza. Più che la persona, non è stato gradito il metodo che ha portato alla scelta, peraltro alla fine condivisa dall’assemblea dei soci, una volta che le rappresentanze nel CdA erano state definite. Il sindaco Farioli, autore di una scelta "in proprio" discussa a mezza voce anche nelle file della sua maggioranza, è sotto tiro, ma per parte sua sottolinea il "miracolo" di aver rimesso insieme i cocci dei rapporti Busto-Accam (del resto, via Rosa, via il problema, ndr) in tempi brevi. Grande prudenza invece da Borsano, sede di quel Comitato ecologico inceneritore e ambiente che da una decina d’anni tiene d’occhio lo scomodo vicino dotato di forno e ciminiera. Cicero è atteso al varco sul rispetto integrale della convenzione, e questo è quanto per i borsanesi.
Fra i politici bustocchi serpeggia una certa insoddisfazione: si va da quelli che parlano pacatamente a quelli più aggressivi e sarcastici. Fra questi ultimi spicca Audio Porfidio, autore di una dura presa di posizione in cui accusa il sindaco di non aver ancora fatto nulla per la città. «C’è però una cosa che sa fare bene: l’occupazione delle poltrone con suoi uomini di fiducia». Clamoroso, osserva, il caso Accam. «Quando si trattava di affrontare il malumore dei borsanesi o di gestire un impianto avendo contro il Sindaco Rosa, andava bene Parini; ora che si deve ammodernare, si accantona Parini (salutato con un certo rimpianto un po’ da tutti, ndr) e si aggiudica la Presidenza al fedele Cicero». Duro anche Antonello Corrado per Rifondazione: «La posizione assunta dal sindaco con questa nomina è uno schiaffo alla città: Farioli dovrebbe dimettersi. Personalmente non ho nulla contro Cicero, è una persona in gamba, ma che non brilla per sensibilità ambientale: la sua nomina è una vera bastonata sulla testa per il comitato di Borsano, che ha sempre accolto con sfavore i suoi interventi in aula quando si discuteva di Accam. Ormai a Borsano è più che mai attuale il motto lanciato da Max Ferrari: Ribellati! Spero che i borsanesi riflettano e sappiano dare il loro voto alle provinciali a chi davvero ne sostiene le lotte». Meno aspro, ma comunque perplesso, Valerio Mariani, capogruppo dell’Ulivo: «Con Cicero avevamo lavorato bene, per carità, trattando con Accam per la convenzione. Mi stupisce però che Farioli non abbia avvisato la sua stessa maggioranza. Ora ci attendiamo che si decida a convocare quel tavolo di confronto e di verifica dell’applicazione della convenzione che doveva partire già a fine gennaio. Non sappiamo ancora neppure che forma avrà…».
Paolo Genoni, capogruppo di Forza Italia, è diplomatico: «Non entro nel merito della scelta, ribadisco che ritengo Cicero persona adatta professionalmente e dotata del necessario senso di responsabilità per ricoprire la carica. Però come capogruppo non nego di non condividere il metodo adottato. Queste decisioni interessano il gruppo consiliare: bastava una telefonata. Se vi è imbarazzo, non è mio, ma di tutto il gruppo di Forza Italia». A Porfidio, che dopo averlo visto scavalcare per due volte da nomine piovute dall’alto (Fondazione Blini e Accam), «probabilmente perchè persona seria e dunque inaffidabile per certi ambienti», gli consegnava di passare con il suo gruppo («almeno non siamo dei poltronari») Genoni ribatte con un sorriso: «apprezzo le sue parole di stima, ma sto bene dove sono». Pace? Vedremo.
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