Con la molera nel cuore della storia di Malnate

Un libro racconta le vicende della pietra con cui è stata costruita Malnate

La pietra molera è la protagonista di un libro che verrà presentato sabato 5 maggio, alle ore 17, nella bella sala della pasticceria Sartorelli di Malnate. Promosso dall’Accademia dei Curiosi e edito da Macchione, il libro, intitolato Lapides molares. Antiche glorie della pietra molera, ne ricostruisce l’origine geologica e la lunga storia del suo impiego, partendo dall’antichità celtica fino agli inizi del Novecento, quando il suo utilizzo è stato abbandonato.

Nel corso dei secoli, con questa pietra dall’aspetto umile sono stati costruiti maestosi palazzi cittadini, come palazzo Saporiti a Milano, ma anche semplici cascine di campagna. Pezzi di molera sono inseriti nelle mura che difendevano l’antico nucleo di Castelseprio e nelle pareti e nell’abside di chiesette romaniche. Colonne e davanzali, rosoni e camini, tutti in molera, decorano chiese e palazzi di ogni epoca, tra cui la Collegiata di Castiglione Olona.

Nel testo si descrivono anche le tecniche per estrarre e lavorare la pietra molera, nonché le modalità di trasporto che ne hanno permesso l’impiego in un’area ben più vasta di quella della sua estrazione, tanto da farne giungere l’eco fino a Roma.

Un capitolo è dedicato alla storia della Mole Abrasivi Ermoli srl, nota azienda malnatese che deve alla molera la sua origine. È proprio grazie a questa azienda che la molera ha dato lavoro a generazioni di Malnatesi, rappresentando un’importante risorsa economica del nostro territorio.

Alla presentazione interverranno l’autore del libro, prof. Massimiliano Naressi, il dott. Roberto Bugini, ricercatore del CNR, l’arch. Adriano Veronesi, esperto del territorio di Malnate, e il dott. Giorgio Ermoli, titolare della Mole Abrasivi Ermoli srl.

"La stesura di questo libro – commenta il prof. Naressi – mi ha permesso di vivere una fantastica avventura: da geologo, non potevo non farmi coinvolgere dal fascino silenzioso delle antiche cave, questi ambienti sempre ricchi di mistero dove è scritta la storia della terra per chi la sa leggere.

Ogni variazione nella morfologia del territorio, ogni piega delle rocce, ogni sfumatura di colore al loro interno, sta lì ad indicare una fase geologica ben precisa. E su questa storia, di milioni di anni, si sovrascrive quella, ugualmente affascinante, del lavoro dell’uomo, testimoniata dai segni lasciati dalle mazze, dagli scalpelli, dalle bocciarde. La stessa scelta di dove aprire una nuova cava era il frutto di un’accurata riflessione da parte dei mastri cavatori.

Seguendo le antiche vie percorse dai picaprèa, ho scoperto quanto profonda sia l’impronta lasciata dalla pietra molera nelle zona della sua estrazione: a Malnate, a Cantello, a Ligornetto, nel Comasco e in tutta la Brianza, i muri, i davanzali, le scale, i camini, le fontane, le cappelle, le cascine…catturano l’occhio del viaggiatore con il tipico aspetto rustico della molera.

Proseguendo in questo viaggio sulle orme dei cavatori mi sono spinto ben più lontano di quanto mi aspettassi: mi sono ritrovato ad ammirare splendide ville lungo i navigli ed eleganti palazzi milanesi, fino a trovare traccia della molera nei lontani Musei Vaticani.

Ogni passo è stato accompagnato da un’accurata analisi della bibliografia esistente e dei documenti conservati negli archivi. È proprio dalla sintesi tra lavoro sul campo e studio delle fonti che nasce questo testo che mi auguro possa soddisfare la curiosità dei lettori".

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 03 Maggio 2007
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