Giampaolo Livetti: “Insieme per la qualità della vita”
Il candidato della lista "Uniti per Ferno" si presenta: ambiente, condivisione, giovani e molto altro nel programma della formazione di centrosinistra
Potere alle idee, per dare a Ferno un’alternativa dopo nove anni di giunta Colombo. Parte da questo concetto Giampaolo Livetti, classe 1951, sposato e padre di tre figli, architetto e insegnante di disegno e storia dell’arte, candidato alla poltrona di primo cittadino per il centrosinistra che si presenta alla competizione elettorale per la lista “Uniti per Ferno”: «Siamo riusciti a ricompattarci – spiega Livetti, capogruppo in consiglio provinciale di Rifondazione Comunista -, dopo anni di mancanza di dialogo: l’occasione è arrivata con le Primarie di Prodi, da lì è partito un percorso che ci ha portato a stilare la lista unitaria per le elezioni amministrative». Tutti i partiti del centrosinistra sono rappresentati: scorrendo i nomi si trovano Walter Girardi, già assessore a Lonate Pozzolo e leader dei Verdi a livello provinciale e Andrea Perciante, volto Ds arcinoto in paese per il suo impegno ventennale: «E poi una schiera di giovani con tanta voglia di imparare e fare bene – prosegue Livetti -: sono molto contento, abbiamo rappresentanza dal Prc alla Margherita, segno di unità e condivisione di valori e programma».
Livetti, impegnato nella vita politica a Ferno e Lonate Pozzolo dal 1980, dà un giudizio negativo dei nove anni di giunta di centrodestra: «Si sono accumulati ritardi notevoli – commenta -, Ferno è sempre più un dormitorio di periferia, un luogo dove si torna a dormire dopo aver fatto altro altrove, un non luogo. Questo, a me e agli altri fernesi in lista con me, non piace: i ritardi sono dovuti all’incapacità di gestire situazioni che si sono accumulate negli anni. Penso all’area ex manifatturiera, 30 mila metri quadrati per i quali c’è un problema urbanistico e culturale. L’amministrazione Colombo ha atteso che i privati facessero passi prendessero decisioni, ma è il Comune che deve intervenire per decidere il futuro della città: se ci si appiattisce sulle posizioni dei proprietari dell’area si finisce costruendo un albergo in centro città».
Il programma di “Uniti per Ferno” va dall’occupazione fino ad un ampio discorso sull’aggregazione: «A partire dall’area ex manifatturiera si può instaurare a Ferno una tipologia di lavoro elevata – spiega ancora Livetti -, con un intervento del pubblico concreto e sostanziale. C’è da risolvere il problema della scuola materna: i nostri bambini vanno a scuola in una struttura del 1906, dobbiamo per forza intervenire. Per quanto riguarda cultura e tempo libero, non siamo d’accordo con il fare una sola festa che dura un mese e poi undici mesi di nulla: noi abbiamo in mente una città vivibile, dove la qualità della vita deve alzarsi, con occasioni di incontro e condivisione, per un paese solidale. La musica può fare molto per aggregare soprattutto i giovani, vero buco nero dell’amministrazione». Ci sono poi le questioni Malpensa e stazione Nord Ferno-Lonate: «Avere un rapporto
individuale con l’aeroporto è assurdo e velleitario: ci sono Cuv e Unione con Lonate che possono rafforzare le posizioni dei singoli comuni nei rapporti con lo scalo. Per quanto riguarda la stazione, non possiamo mollare la presa – prosegue Livetti -: Ferno ha ceduto più del 50 per cento di territorio a Malpensa negli anni Sessanta, ricevendo poco o nulla in cambio, se non lavoro precario e servizi da offrire all’aeroporto. In questo rientra il discorso sulle aree delocalizzate: dobbiamo pensarle come zone speciali e capire se dovranno diventare industriali o aree di mitigazioni ambientale. Va anche rivista l’Unione con Lonate, nata per ripagare i Comuni aeroportuali, ma che in fin dei conti ha disatteso le promesse: il concetto è valido, ma va fatto un conto costi-benefici preciso e concreto». Un altro tema al centro del programma di “Uniti per Ferno” è l’ambiente: «I cittadini oggi non hanno informazioni – continua Livetti -, vorremmo che ci fosse un report settimanale sullo stato dell’acqua e dell’aria, un’analisi sul futuro delle fonti energetiche che si sta aprendo in tutto il mondo e per il quale siamo in netto ritardo. Tutto ciò per migliorare la qualità della vita dei nostri cittadini».
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