Il programma della grande festa dello sport

Lunedì 4 alle 17 appuntamento in Aula Magna dell'Insubria con i grandi nomi celebrati nel nuovo volume della Storia di Varese

Una grande festa dello sport, un momento dedicato al ricordo, una celebrazione delle glorie senza tempo e dei campioni del presente: rappresenta tutto questo la presentazione del volume de La Storia di Varese dedicato alla storia dello sport e intitolato: “Varese una provincia con la cultura dello sport”.

L’appuntamento è in programma per lunedì 4 giugno alle ore 17.00 nell’Aula Magna di via Ravasi 2, a Varese.

Il libro – oltre 650 pagine curate da quasi 60 autori – è il secondo tomo del settimo volume de La Storia di Varese ed è il secondo della collana ad essere pubblicato; il primo a vedere la luce, nel dicembre 2006, era stato il volume sulla storia delle Romite ambrosiane: “La storia del Monastero di Santa Maria del Monte sopra Varese”.

Il progetto editoriale della Storia di Varese nasce su iniziativa dell’“International Research Center for Local Histories and Cultural Diversities” (Centro Internazionale di Ricerca per le Storie Locali e le Diversità Culturali) dell’Università degli Studi dell’Insubria: si tratta di un’opera monumentale che racconterà in nove volumi, per un totale di 5.400 pagine la storia della Città Giardino dalla protostoria all’epoca contemporanea. «Con la pubblicazione di questo volume – commenta il direttore del Centro Internazionale di Ricerca per le Storie Locali e le Diversità Culturali, prof.ssa Claudia Storti – un nuovo primato si può aggiungere a La Storia di Varese, quello di aver prodotto un volume di storia dello sport che, per completezza ed impostazione, potrebbe servire di modello o di confronto per la storia sportiva di altre città italiane».
La realizzazione del volume: “Varese una provincia con la cultura dello sport” è stata possibile anche grazie alla preziosa collaborazione della Gazzetta dello Sport e della Prealpina, che hanno aperto i loro archivi ed attivato le memorie storiche presenti in redazione e dei numerosi sportivi e alle loro famiglie, che hanno aderito con entusiasmo all’iniziativa dell’Università dell’Insubria.

«Il compito di scrivere la prima storia dello sport di Varese e della sua provincia dalla fine dell’Ottocento ai nostri giorni è stato affidato a Nuccio Ambrosetti e a Pier Bergonzi, giornalisti e varesini doc, la cui competenza, esperienza e conoscenza del mondo sportivo sono state capaci di portare a termine l’impresa di traghettare nel mondo dell’accademia la storia dello sport, finora trascurata dalla ricerca universitaria– spiega il Magnifico Rettore, prof. Renzo Dionigi». Nuccio Ambrosetti è nato a Varese da famiglia varesina e ha da poco festeggiato il suo cinquantesimo anno di militanza giornalistica, Pier Bergonzi è nato a Tradate ed è caporedattore centrale della “Gazzetta” e prima firma del ciclismo.
Proprio questo è il primato del volume “Varese una provincia con la cultura dello sport”: per la prima volta lo sport viene assurto a dignità accademica.
«Lo sport, per troppo tempo, è stato considerato come un sottoprodotto culturale. Nelle Università la parola sport era bandita e quando entrava lo faceva dalla porta di servizio, spiegano Bergonzi e Ambrosetti nella prefazione del libro. Le cose stanno cambiando. Certi campioni e certi avvenimenti hanno finalmente diritto di cittadinanza anche nelle aule più austere. Comincia a farsi largo la consapevolezza che lo sport fa parte del percorso di crescita socio-culturale di tutti noi.
Per questo abbiamo accettato con entusiasmo e un pizzico di orgoglio la proposta dell’Università degli Studi dell’Insubria di curare questo volume, che consideriamo un mattoncino nella costruzione di quel grande edificio che è “La storia di Varese”. Ci siamo sentiti onorati per il contributo che speriamo di poter dare all’iniziativa di grande respiro culturale e sociale della nostra provincia. Sapevamo, fin dall’inizio, che ci aspettava un compito difficile. Lo sport, proprio per i motivi che abbiamo accennato, ha vissuto di storia e di cronaca che non sono mai stati oggetto di studi approfonditi. L’Università dell’Insubria, da questo punto di vista si pone all’avanguardia».
«La Storia dello sport di Varese, nell’idea editoriale originaria, doveva soltanto costituire un capitolo della storia contemporanea, al massimo un centinaio di pagine – aggiunge il prof. Dionigi – dopo un’attenta riflessione Nuccio Ambrosetti e Pier Bergonzi hanno constatato che raccontare la storia dall’ottocento ai giorni nostri in così poche pagine sarebbe stato impossibile: Varese è stata, nel corso del XX secolo, una provincia di primati in ogni ambito delle attività sportive. Scorgendo l’indice del volume si scoprirà che non vi è luogo del territorio che non sia stato coinvolto da primati e vittorie in quasi ogni sport, dal ciclismo al basket, dal calcio al tiro con l’arco».

Un parterre di eccezione parteciperà all’Università dell’Insubria alla grande festa di presentazione del volume: Gigi Riva, l’attaccante più potente del calcio italiano, oggi dirigente della Nazionale azzurra, "rombo di tuono" secondo una celebre definizione di Gianni Brera; Pietro Anastasi, varesino d’adozione mitico centravanti della Juventus, che si affermò nel calcio professionistico proprio nel Varese;Stefano Garzelli, vincitore del Giro d’Italia nel 2000 e protagonista anche del Giro attualmente in corso; Fabrizio Macchi, atleta diversamente abile primatista mondiale dell’ora su pista, pluricampione anche in altre discipline; Viola Valli due volte medaglia d’oro ai Mondiali di Barcellona 2003 nella 5 e 10 km di fondo; Pinuccio Molteni, gentleman detto "mister 1000" per il numero di vittorie conquistate in Italia e all’estero in 57 anni di attività sugli ippodromi; Aldo Ossola il capitano della mitica Ignis di Giovanni Borghi vincitrice di scudetti e Coppe dei Campioni, soprannominato il “Von Karayan del basket”; Cecco Vescovi, storica bandiera del basket varesino che ha da poco lasciato l’attività agonistica; Elia Luini pluricampione mondiale di canottaggio e argento olimpico; Michele Frangilli, fuoriclasse del tiro con l’arco ha vinto in carriera ha vinto 10 titoli mondiali, 5 europei, un argento e un bronzo olimpici nella gara a squadre.
Inoltre Ferdy Kùbler, 88 anni, vincitore dei Mondiali di Varese ’51 professionisti su strada, si collegherà via telefono con il secondo classificato di quella mitica corsa, il campione fiorentino Fiorenzo Magni, presente alla cerimonia, vincitore in carriera di 3 Giri d’Italia, 3 Giri delle Fiandre e numerosissime altre classiche. Sarà presente anche Emilio Croci Torti, all’epoca gregario di Kùbler. Secondo una celebre definizione di Mario Lodi, direttore della Prealpina di recente scomparso: «Croci Torti fu il maestro di percorso di Kùbler nel ’51, perché, abitando all’ epoca a Varese, conosceva perfettamente il tracciato della gara».

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Pubblicato il 31 Maggio 2007
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