La crisi? Non se ne parla e l’opposizione se ne va

La Cdl rinvia ancora una volta la discussione sulla verifica di maggioranza. Tensione e urla in aula

Vi ricordate la crisi di giunta? Succedeva due mesi fa. Fontana minacciava le dimissioni, se la prendeva con i soloni dei partiti, tutti parlavano di spettacolo indecente, l’Udc tuonava contro la gestione opaca delle società pubbliche, i leghisti tentavano di buttare fuori dalla maggioranza i democristiani.  La crisi, appunto. 

A distanza di due mesi sembra che sia accaduto tutto in un’altra era. Il centrodestra va avanti senza sussulti e ieri sera, in consiglio comunale, la maggioranza ha spostato la discussione sulla crisi di giunta che era stata richiesta dal centrosinistra. Una discussione già rinviata più volte, “per andare incontro alla maggioranza” spiega il capogruppo della Margherita Roberto Molinari. Ma le gentilezze dell’opposizione non sono state ricambiate. “Beh, si sono fatti fregare” sussurra un malevolo consigliere della maggioranza  tra i corridoi. Fatto sta che il primo punto del consiglio doveva essere una comunicazione del sindaco sulla verifica politica. E invece, prima la richiesta di An di rinviare il punto, poi il voto del consiglio, e tutto veniva posticipato. Il centrosinistra ha reagito molto duramente. “Solo nel consiglio comunale di Varese succede che non si possa discutere della crisi – afferma il capogruppo Ds Emiliano Cacioppo – la crisi in realtà c’è ancora e si sono messi d’accordo solo sulle poltrone”. Molinari è perentorio: “E’ una prova di forza, si rifiutano di discutere, ci tolgono la libertà”. Per Angelo Zappoli (Prc) “è un modo stupido di fare politica”. Il presidente del consiglio comunale Mauro Morello (Udc) spiega invece che tutti i passaggi istituzionali sono stati corretti e che la decisione di posticipare il punto è solo politico ed è stata presa dalla maggioranza in aula. Il sindaco Attilio Fontana allarga le braccia: “Io non avrei avuto alcun problema a fare la mia relazione – spiega – ma l’errore è stato nella conferenza dei capigruppo; in politica ci sono delle regole non scritte e certe discussioni a un passo dalle elezioni non sono mai state fatte nei consigli”.
Il clima in aula è stato per alcuni minuti molto teso. I consiglieri di opposizione sono usciti, ma il numero legale era comunque garantito dalla maggioranza. E’ quindi iniziata la relazione del difensore civico Andrea Mascetti. La relazione è stata interrotta a tratti dall’ingresso di Fabrizio Mirabelli dei Ds che urlava e chiedeva nuovamente la verifica del numero legale, con Alessio Nicoletti (Movimento Libero) che a sua volta urlava per chiedere una mozione d’ordine. La relazione di Mascetti si chiudeva in un clima caotico. Faceva giusto in tempo a rientrare Pippo Pitarresi (Pdci) per ricordare che Mascetti fa il difensore civico, incarico retribuito che dovrebbe essere super partes, ma è un militante leghista, commissario politico del carroccio a Gallarate, e che questo doppio ruolo è per l’opposizione inopportuno. A fine seduta va quasi in scena la beffa. La Lega chiede di discutere della crisi, con l’opposizione già sotto le coperte, ma il sindaco preferisce soprassedere. Sarebbe stato troppo.

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Pubblicato il 18 Maggio 2007
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