Per cinque ore sospeso nel vuoto: «Se non mi pagano mi butto»

Tensione ad Albusciago: per l'intero pomeriggio il titolare di un’impresa edile ha minacciato di gettarsi da una gru alta 30 metri. Allarme rientrato dopo la mediazione di carabinieri e parenti

Un uomo di 30 anni di Busto Arsizio ha minacciato di gettarsi nel vuoto dalle 14 di questo pomeriggio, 3 maggio, fino a circa le 19, quando, dopo una trattativa durata alcune ore con i carabinieri, è sceso volontariamente. Il trentenne, A.V., titolare dell’impresa edile "Pronta Edilizia Srl", è salito in cima ad una gru ad un’altezza di circa 30 metri in un cantiere in via Sessa ad Albusciago, frazione di Sumirago; l’imprenditore ha inscenato la protesta per un credito che vanterebbe nei confronti dell’impresa immobiliate committente di alcuni lavori ad Albusciago e a Borsano, frazione di Busto Arsizio: stando alle indiscrezioni, si parla di circa 3/400 mila euro. 
Sul posto, dopo l’allarme, oltre ai Carabinieri di Mornago, anche gli stessi dipendenti dell’uomo (una quarantina a libro paga, sul posto non più di una decina), che, pur non prendendo lo stipendio da tempo, hanno cercato di convincerlo a scendere. L’uomo, sposato e padre di due figli piccoli, rispettivamente di 3 e 7 anni, è stato raggiunto da alcuni famigliari: padre, fratelli, cugini e la moglie, visibilmente scossa e preoccupata. Per ore ha manifestato l’intenzione di non voler scendere fino a quando i responsabili dell’immobiliare Alba Case, propietari del fondo e degli immobili in costruzione, non gli avessero firmato gli assegni dovuti. Gli immobilaristi sono arrivati intorno alle 17 e da quell’ora è partita una fitta rete di trattative, coordinate dal maresciallo dei carabinieri di Mornago Rasola, giunte in porto solo intorno alle 19, quando, dopo numerose telefonate incrociate (sulla gru, a 30 metri di altezza, aveva con sè il cellulare, con il quale ha tenuto i contatti con parenti, maresciallo dei carabinieri e legale di fiducia), l’imprenditore bustese ha decisio di scendere dalla gru. Stando alle informazioni raccolte, il fondo è di proprietà dell’immobiliare Alba Case di Cassano Magnago, mentre i lavori di costruzione sono stati affidati alla C.o.s. Srl, che a sua volta ha subappaltato i lavori all’impresa edile Pronta Edilizia Srl di proprietà di A.V., che ha scelto la strada di un gesto eclatante per rivendicare pagamenti che sostiene non essere avvenuti da molti mesi. Saranno i rispettivi avvocati a chiarire chi tra le due parti ha la ragione dalla sua.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 03 Maggio 2007
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