Regione, via libera alla legge sugli agriturismi

Si tratta di un progetto di legge per regolamentare, promuovere e rilanciare le attività lombarde

Un progetto di legge per regolamentare, promuovere e rilanciare gli agriturismi lombardi. E’ quello approvato oggi in Commissione "Attività produttive" presieduta da Carlo Saffioti (FI), con il voto favorevole di Forza Italia, Lega Nord, Alleanza Nazionale, Democratici di Sinistra, Margherita e Verdi e con la sola astensione di Rifondazione Comunista. La legge si pone l’obiettivo di introdurre la multifunzionalità nell’azienda agricola, permettendo il permanere degli agricoltori sul territorio, la valorizzazione del patrimonio rurale ora in disuso e dei prodotti agricoli tipici e di qualità. Viene favorito in modo particolare l’esercizio dell’attività agrituristica in forma familiare per un numero limitato di ospiti.

"L’agriturismo in Lombardia – ha spiegato il relatore Mario Sala (FI) – sarà sempre più decisivo per la permanenza dei produttori agricoli nelle zone rurali, perché favorisce la multifunzionalità dell’azienda agricola: per questo guardiamo con simpatia al bel tentativo imprenditoriale di oltre 900 aziende agricole lombarde che potranno contare su una legge innovativa e importante. Auspico -aggiunge Salauna pronta approvazione in sede  comunitaria  del piano regionale di sviluppo agricolo che prevede 53 milioni di euro nei prossimi 7 anni a favore della multifunzionalità dell’azienda agricola rendendo così disponibile per l’agriturismo fondi consistenti".      –ha concluso Salaperché, così come per la legge sulla competitività  della quale sono stato relatore, anche questa legge per l’ agriturismo ha raccolto un consenso molto al di là dei partiti della maggioranza, a dimostrazione che la  virtuosa anomalia lombarda continua e ha un futuro".

Il progetto di legge prevede l’istituzione di un albo degli agriturismi, a cui possano accedere solo coloro che hanno un’impresa agricola, perché il legame con l’azienda, e quindi con la produzione in loco, deve essere il discriminante per poter operare in questo settore e per poter accedere ai finanziamenti e agli sconti fiscali conseguenti.

L’esclusività comporta anche criteri rigorosi, introdotti dalla nuova legge, come la possibilità di utilizzare solo edifici già in essere nell’azienda, soggetti a regole urbanistiche relative al settore agricolo più che a quello della ristorazione. Sussiste inoltre il vincolo di utilizzare per almeno il 70% i prodotti della zona, di cui almeno la metà derivanti da materie prime o da lavorazioni provenienti dalla stessa azienda. Lo scopo è quello di promuovere lo sviluppo delle produzioni del territorio.

"Questo progetto di legge –ha detto Carlo Saffioti (FI)- rappresenta una grande opportunità di rilancio del mondo agricolo, che consente di mantenere produttive anche in montagna le stesse attività agricole. Contiamo di approvare il provvedimento in Consiglio entro la fine di maggio, in modo da poter usufruire dei finanziamenti dell’Unione europea anche per la valorizzazione e il recupero dei cascinali legati all’agriturismo".

"Un provvedimento –ha aggiunto Pietro Macconi (AN)- che ha il pregio di riportare l’attività agrituristica in seno al comparto dell’agricoltura, scongiurando il rischio di una sua possibile degenerazione verso l’ambito commerciale o della sola ristorazione". –hanno detto gli esponenti della Lega Nord Giosuè Frosio, Monica Rizzi e Mauro Gallina–  da un lato favoriamo il più stretto connubio fra agricoltura e ambiente e dall’altro offriamo all’agricoltore una nuova e importante fonte di reddito, garantendo il perfetto equilibrio tra l’attività agrituristica come attività ricettiva e l’attività di sviluppo agroalimentare, da sempre elemento centrale delle politiche regionali."

Antonio Viotto

Sulla stessa linea anche il consigliere della Margherita Carlo Spreafico: "Bisogna evitare contrapposizioni tra offerta agrituristica e albergazione e ristorazione tradizionale – ha spiegato Spreafico – perché sono settori che si rivolgono a consumatori differenti. La legge ha inoltre il merito di riconoscere e prestare attenzione agli agriturismi di montagna, che operano in condizioni di difficoltà maggiore rispetto agli altri".

, consigliere regionale dei Democratici di Sinistra, nel suo intervento si è complimentato con il relatore del provvedimento per il lavoro svolto e ha spiegato come "serve una legislazione leggera e flessibile, sia per la legge in discussione che per il regolamento che seguirà, capace di fare ragione e giustizia di lacci e lacciuoli spesso estranei a questo settore, e che ora ne ostacolano lo sviluppo. L’agriturismo deve evolvere puntando sulla qualità, che si ottiene anche attraverso la formazione permanente degli operatori, e sull’espansione verso nuove aree, come la convegnistica".

"Con questa nuova legge

"Sono molto soddisfatto

In Lombardia sono attualmente operativi 856 agriturismi, 185 dei quali in provincia di Brescia, 135 nella provincia mantovana, 112 a Pavia e 94 a Bergamo e provincia. A Varese sono attivi 66 agriturismi, 57 nella provincia di Milano, 56 a Sondrio, 54 a Cremona, 44 a Lecco, 41 a Como, 24 a Lodi.

Il 35% degli agriturismi lombardi offre servizio di ristorazione e alloggio, nel 68% degli agriturismi lombardi si praticano escursioni in bicicletta, nel 17,2% escursioni a cavallo, nel 16,3% la raccolta funghi, nel 12,4% ci sono fattorie didattiche, nel 6,9% si pratica caccia e pesca.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 17 Maggio 2007
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