Reguzzoni, Aspesi, Caccia: duello per le imprese

Dibattito sulla concertazione e lo sviluppo

Reguzzoni, Aspesi e Caccia, tre candidati per un dibattito mattutino con le associazioni di categoria. Teatro dell’incontro la sala Bertini di Villa Ponti, sotto gli occhi delle statue di Dante e Michelangelo. Marco Reguzzoni, il candidato del centrodestra, è in giaccia chiara e dal taschino spunta appena un fazzoletto verde. Mario Aspesi, candidato dell’Unione, veste blu e cravatta a righe blu e marrone, Paolo Caccia arriva con la smart del suo comitato elettorale (Polo civico di centro)  e veste classico marrone. I partecipanti si dispongono a ferro di cavallo, a destra dei candidati Claudio Vallini della Coldiretti, Cesare Lorenzini presidente di Confesercenti, Franco Colombo presidente di Api. Poi Aspesi, Reguzzoni, Caccia. E infine Romeo Mazzucchelli, vicepresidente di Uniascom, Claudio Merletti, presidente di Confartigianato, Daniele Parolo, presidente di Cna.

 

Le associazioni pongono ai candidati una serie di domande, partendo dal documento sul tavolo di concertazione con la Provincia, una iniziativa nata nel lontano 1998. Nelle proposte che le associazioni presentano ai candidati si chiede che il tavolo di concertazione sia connettore tra le parti sociali e che la Provincia riannodi i fila con gli enti superiori. Le associazioni vogliono che la Provincia diventi un’agenzia a servizio del territorio per infrastrutture, turismo, mercato del lavoro, istruzione, formazione e multiutilities. E indicano le priorità infrastrutturali: il collegamento Varese Como Lecco, una metropolitana leggera fino alla fiera Rho Pero, l’unificazione tra ferrovie, Stato e Nord, a Busto Arsizio, nuova stazione Nord a Busto, e insieme la linea Saronno Malpensa Novara oltre a quella tra Rho e Gallarate. E poi, ancora, energia, e via dicendo una serie di richieste sulle competenze specifiche dell’ente.

I candidati hanno stili diversi ma quasi mai arrivano allo scontro diretto e il dibattito è costruttivo. Solo su Malpensa gli animi si accedono. Mario Aspesi è categorico sull’aeroporto: “Non rispetta le regole, ad esempio solo qui vengono fatti voli notturni”. Perentorio, sulla terza pista che “non serve a nulla anzi serve solo a far alzare il prezzo di vendita di Sea dimostrando che l’azienda può ancora crescere”. Aspesi contesta anche il lavoro precario a Malpensa che sta impoverendo la qualità della vita dei territorio limitrofi. Secondo Paolo Caccia sono state fatte delle scelte sbagliate in passato, ma Reguzzoni lo rimbrotta: “L’apertura di Malpensa in questo modo è stata fatta dal governo Craxi che tu sostenevi”. Anche Reguzzoni spiega che ora forse la terza pista non è opportuna, e che altri aeroporti in America hanno maggiori movimenti anche in presenza  di sole due piste. Tuttavia Reguzzoni ricorda che Malpensa è la grande opportunità del territorio e afferma che nella coazione di centrosinistra c’è invece chi non è propenso a dare il via alle grandi opere.

 

Tra i tre candidati, prevalgono caratteristiche diverse. Marco Reguzzoni parla da candidato presidente e cita a suo favore le opere realizzate in cinque anni di amministrazione. “l’ghenzia formativa l’abbiamo fatta noi – ricorda –e poi abbiamo fatto le grandi opere come la diga dell’olona, il depuratore di Torbam la tangenziale di Varese, la Sp61, abbiamo fatto 31 rotatorie, e 7 tra viadotti e ponti, abbiamo comparato pagine del Corriere della sera per chiedere la riapertura del cantiere della Boffalora”. Il tutto in nome dell’autonomia, del federalismo, ovvero una maggiore libertà di fare progetti concreti rispetto alla lentezza di Roma.

 

Mario Aspesi fa ha in mente un programma basato sulla qualitò della vita. Per l’ennesima volta invita tutti a vedere il film di Al Gore sullo stato dell’ambiente e ricorda come sia un compito imprescindibile anche della Provincia lavorare per preservare l’aria e l’acqua. Gradisce molto la parola Concertazione, scritta nel documento delle associazioni di categoria, e che rappresenta una parte della storia della sinistra moderna. Ai commercianti ripete che i megastore americani copiano i centri storici italiani e che anche noi abbiamo mercati e centri storici da preservare. E poi la mobilità avrà un grosso peso, e la Provincia deve fare la sua parte per creare posti di lavoro. Sicuri.

 

Paolo Caccia, il candidato del Polo civico di centro, ha esperienza da vendere con i suoi quasi venti anni da parlamentare. Ricorda che abbiamo bisogno di ripensare la gestione di alcune strade, cita aneddoti del passato, critica la legge Biagi, demolisce lo stato della mobilità in provincia, dice di essere un candidato cittadino e auspica una metropolitana leggera tra Varese e Milano.

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Pubblicato il 16 Maggio 2007
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