Con tutti i numeri all’insù
Un bilancio di mandato di cinque anni di governo e un dvd per il nostro territorio sono le ultime azioni della Giunta uscente di Camera di Commercio
Le immagini scorrono velocemente ed è lo stupore a far da protagonista appena si riconoscono luoghi e momenti. È un dvd sul nostro territorio l’ultimo atto di cinque anni di attività del consiglio della Camera di Commercio. Un lavoro professionale, di altissimo livello che suscita emozioni oltre che riuscire a rendere molto bene di quanta ricchezza esista in questa provincia. Un ultimo atto accompagnato da un bilancio di mandato confezionato in un volume di 124 pagine. Pieno di dati, tabelle, grafici, immagini e riflessioni. Nelle conclusioni il sale del lavoro di cinque anni. "Promuovere e potenziare il ruolo di motore di sviluppo del sistema imprenditoriale e del territori, in linea con l’immagine di una Pubblica Amministrazione moderna, in grado di dialogare con il contesto in cui opera, di interpretarne valori, tendenze e valori. Sono stati questi i punti cardine dell’impegno camerale tra il 2002 e il 2007". Tradotto in un linguaggio più popolare significa "ci siamo impegnati a capire bisogni e con serietà abbiamo provato a dare risposte". Si parla del governo dell’economia locale. Argomento complesso, a volte vissuto come lontano, ma che invece investe tutti: cittadini, aziende e governi locali. Non a caso un capitolo sulle relazioni sociali è dedicato agli stakeholder, ossia a tutti i soggetti che hanno interessi più o meno diretti. La soddisfazione del Presidente uscente Angelo Belloli e del segretario generale Mauro Temperelli è evidente. La loro presentazione del bilancio all’ultimo consiglio camerale, accompagnato dal dvd è l’atto di chiusura, ma anche il patrimonio con cui si confronterà il nuovo governo della Camera di commercio. Di tutti gli argomenti, tre colpiscono subito. Tutti i numeri sono in crescita, l’informatizzazione e l’internazionalizzazione sono ormai processi determinanti della vita economica e da ultimo il ruolo della Camera di commercio nel sistema economico sociale. Sul primo è sufficiente vedere il dinamismo delle imprese. Si è passati dalle 70.287 imprese registrate nel 2003 alle 73.365 del 2006 con un ritmo cerscente nele iscrizioni e decrescente nelle cessazioni. Quanto all’informatizzazione basti pensare che, rispetto alla modalità di presentazione delle varie pratiche, il rapporto tra la modalità manuale e quella telematica è passato da 25mila circa della prima e 7mila della seconda nel 2003 a 10mila e 40mila nel 2006. Una crescita esponenziale delle richieste a tutto vantaggio solo di quelle telematiche. Sul fronte dell’internazionalizzazione poi basti veder il lungo elenco delle iniziative e azioni svolte. Ha ragione il Presidente Belloli quando mostra il suo orgoglio parlando della crisi del tessile e delle risposte che sono arrivate proprio da Varese. Una ragione che poggia sulla concretezza e non sui soli e classici slogan. L’ultimo aspetto è il
posizionamento dell’ente camerale rispetto agli scenari sociali e politici. La Camera di Commercio ha stretto un forte legame con la Provincia dando vita a quel protoccolo di intesa sul turismo che sta diventando un modello di lavoro. Nasce da uno studio serio condotto dalla Teamworks di Rimini, ma che è stato interpretato e gestito con azioni anche qui concrete. La nascita del Convention bureau e il focalizzare l’attenzione sul turismo congressuale ne sono uno dei risultati. Ora la scommessa è rendere tutti gli attori ancor più protagonisti a partire dal Comune di Varese che proprio in questi giorni ha dato prova di quanto può fare per tutto il territorio. Di questo team per un altro ulteriore sviluppo la Camera di commercio potrà essere un attore straordinario. Sta anche lì la ragione dell’aver scritto dell’esigenza di una pubblica amministrazione moderna. I soggetti da coinvolgere diventeranno sempre più e una regia a più voci potrebbe essere la risposta vincente. Per la classe dirigente che subentrerà all’attuale sarà una bella sfida quella lasciata dalla gestione uscente. Programmi e obiettivi non dovranno essere sempre pensati sul piano della sola crescita, ma certamente il lavoro non mancherà.
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