Giro Donne, la Valcuvia lo accoglie a braccia aperte

Presentata la quinta frazione della corsa rosa, la Cittiglio-Cittiglio dell'11 luglio. Brinzio, Arcumeggia e le Rebolgiane i tratti decisivi. Il ricordo di Andrea Bartali

È la Valcuvia tutta che accoglie a braccia aperte la tappa del Giro d’Italia femminile che si disputerà con partenza e arrivo a Cittiglio il prossimo mercoledì 11 luglio. Un’intera zona ben felice di mettere in vetrina le proprie bellezze e la passione che da sempre scaturisce in questa zona del Varesotto con le migliori atlete del pedale mondiale: la dimostrazione di una simile unità d’intenti arriva proprio dalla presentazione della tappa (la 5a) svoltasi a Laveno nelle sale di Villa Frua.

Laveno e non Cittiglio, sede di tappa e della corsa femminile più importante d’Italia: una scelta che al posto di generare polemiche come in altre circostanze suggella invece l’alleanza tra comuni, Comunità Montana e Provincia che ha permesso l’organizzazione in tempi brevissimi della tappa. Già, perché il Giro Donne (questa l’esatta denominazione) ha trovato una sponda provvidenziale nella nostra provincia: inizialmente infatti qui non erano previste frazioni, ma la rinuncia di un’altra località e l’immediata "movimentazione" del presidente del comitato locale Mario Minervino hanno permesso di allestire un percorso di tutto rispetto.
La tappa misurerà 103 chilometri e presenta tre gran premi della montagna che promettono battaglia: i primi due sullo storico "Brinzio", il terzo e più impegnativo ad Arcumeggia. Per vincere però non sarà sufficiente scollinare in testa perché prima dell’arrivo a Cittiglio ci sarà ancora il breve ma duro strappo a tornanti delle Rebolgiane, tra Laveno e Mombello.
Insomma, tasso tecnico elevato come ha spiegato Rebecca Bertòlo, professionista novarese ma varesina d’adozione intervenuta durante la presentazione. Lei purtroppo non sarà del plotone (è stata convocata in nazionale per gli Europei su pista) e così toccherà ancora a Noemi Cantele tenere alti i colori nostrani e cercare un successo sulle strade di casa. Non sarà facile perché al Giro Donne saranno davvero presenti le migliori specialiste mondiali.

Folta intanto la lista degli intervenuti per "benedire" la tappa cittigliese del Giro Donne: se Villa Recalcati è stata rappresentata proprio da due signore, Anna Maria Martelossi e Claudia Colombo, non sono mancati i sindaci Ercole Ielmini (Laveno M.), Daniela Mendozza (Caravate), Giuseppe Galliani (Cittiglio) e il presidente della Comunità Montana Valcuvia Marco Magrini.
Chi però ha dato un tocco di storia del ciclismo alla giornata è stato Andrea Bartali (al centro nella foto, incalzato da Sergio Gianoli), il figlio del grande Gino: «Cittiglio è una parola che in casa mia si pronunciava con grande rispetto, perché Alfredo Binda per mio padre era un modello. Fu felice quando corsero in gruppo assieme e ancor più per quel Tour del ’48, vinto dal babbo con Binda c.t., un ‘impresa che aiutò a stemperare un clima molto difficile in Italia». Andrea Bartali era accompagnato da Paolo Alberati il ciclista (professionista) e scrittore che ha appena visto pubblicato il suo "Mille diavoli in corpo" sulla vita di Ginettaccio. Una copia del volume è stata consegnata a Giuseppe Rivolta, il patròn del Giro Donne che – come è avvenuto per Minervino e la tappa varesina – si è visto "catapultato" in questa avventura già affrontata tra il 2002 e il 2004 e non ha saputo dire di no.

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Pubblicato il 23 Giugno 2007
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