Aumento delle tariffe nel trasporto pubblico, “una scelta antieuropea”
Nicotra, (Prc): “Rilanciare in Lombardia un’opposizione degna di questo nome, che faccia delle questioni sociali e ambientali la sua bussola”
“Il progetto di pesanti aumenti tariffari sui servizi del trasporto pubblico, segnatamente ferroviari, annunciato dalla Regione Lombardia, oltre ad essere una scelta palesemente antieuropea, si configura come una vera e propria stangata ai danni di centinaia di migliaia di pendolari, di chi lavora, di chi studia, di chi si muove quotidianamente con i mezzi meno inquinanti e meno costosi per la collettività. Sta adesso all’Unione, alle forze sociali, a tutti coloro che conservano un’idea pur minima di equità sociale, nonché di dignità della politica, di battere un colpo e mobilitarsi contro l’ennesimo tentativo di scaricare sui ceti popolari i costi del fallimento di sei anni di politica regionale della mobilità”.
Così Alfio Nicotra, segretario regionale del Prc Lombardia, nell’apprendere dalla stampa che l’assessore Cattaneo non solo disporrà presto un “forte aumento delle tariffe” (a leggere tra le righe tra il 30% e il 50%), ma anche una differenziazione “personalizzata” delle stesse. Una foglia di fico tanto demagogica quanto risibile, quest’ultima trovata, che vorrebbe nascondere il segno antipopolare e antiambientalista di queste misure. Tutto questo mentre prosegue la martellante propaganda a favore delle nuove “autostrade lombarde” (che, udite, udite, dovrebbero ‘autofinanziarsi’!) e, quindi, del mezzo di trasporto privato su gomma. In Lombardia il centrodestra cambia così nome: da “Casa” della libertà ad “Autostrada della Libertà”, ovviamente dietro profumato pedaggio…
“La stangata contro i pendolari del trasporto pubblico – spiega Nicotra – dovrebbe interrogare le forze dell’Unione di come siano lontane dalla gente certe fughe in avanti, certi salti verso lidi bipartisan ed approdi moderati come quelli sul federalismo. Il nodo vero è invece rilanciare in Lombardia una opposizione degna di questo nome che faccia della questione sociale la sua bussola.
“Torniamo a misurarci sui problemi concreti, ricominciamo a batterci sulle cose che toccano la qualità della vita del nostro popolo. Formigoni non è imbattibile e le sue politiche antisociali non hanno il consenso che invece si vuole accreditargli”.
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