Da Vercelli a Casciago a piedi per festeggiare Sant’Eusebio

La ficcola portata da 23 giovani casciaghesi: bruciato il pallone simbolo del martirio. La festa prosegue il 1 agosto con le bancarelle, l'incanto, la preghiera e i fuochi

Una festa patronale tra le più sentite della provincia, tant’è che in tanti a Casciago rinviano le vacanze o rientrano dalle ferie per essere presenti il 1 agosto davanti alla splendida chiesa cinquecentesca di Sant’Eusebio. Un rito che comincia il giorno prima, 31 luglio, quando una delegazione parte da Casciago alla volta di Vercelli, dove in una cappella della basilica sono conservate le spoglie del santo tanto caro ai casciaghesi. Quest’anno sono partiti in 23: andata in macchina e ritorno rigorosamente a piedi, con tanto di fiaccola accesa, per un pellegrinaggio che affonda le proprie radici nella fede più profonda. La cosa che lascia abbastanza stupiti soprattutto coloro i quali si avvicinano per la prima volta a questa festa patronale sta nel legame fortissimo che c’è tra i cittadini di Casciago ed il proprio santo: anche tra i più giovani, che in buon numero sono andati e tornati da Vercelli. «Ci sono andato anche io una volta – spiega il sindaco di Casciago Andrea Zanotti, da poco diventato papà di Alexandar -, ricordo una bella esperienza e tanta acqua presa».  

La fiaccola, che rimarrà accesa fino al termine delle celebrazioni, è arrivata poco dopo le 22, portata dagli ultimi giovani “staffettisti” e consegnata nella mani di don Natale Monza, parroco di Casciago, che dopo una breve preghiera ha acceso il tradizionale “pallone”, simbolo del martirio e della fede. Un rito quello di Sant’Eusebio che si tramanda da secoli: la piccola chiesa dedicata al santo morto a Vercelli nel 371 fu la prima parrocchiale di Casciago, tra le prime testimonianze di chiese varesine. Le prime notizie della festa, che oggi richiama soprattutto nella giornata del 1 agosto, migliaia di fedeli e curiosi, si attestano al 1200. Tra le caratteristiche più amate dai casciaghesi c’è l’incanto, vale a dire l’asta per le cosiddette "barelle", doni che una volta venivano confezionati da famiglie, gruppi rionali o intere corti, fatti di generi alimentari e prodotti stagionali. Sempre il 1 agosto ci saranno le tradizionali bancarelle sistemate nel pratone sottostante la chiesa di Sant’Eusebio, con tanto di servizio di ristorazione, garantito dal "Circolo Familiare di Casciago", mentre la festa verrà conclusa dalla benedizione e dai fuochi d’artificio sparati nei cieli sopra Casciago.

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Pubblicato il 01 Agosto 2007
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